Il Tirreno

Versilia

Omicidio di Forte dei Marmi: altri due sotto accusa

Matteo Tuccini
La polizia in via Viner a Forte dei Marmi, luogo del delitto
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La polizia in via Viner a Forte dei Marmi, luogo del delitto

Nuovo processo per il delitto Mariani: alla sbarra il pensionato che avrebbe intralciato le indagini non dicendo ciò che sapeva agli inquirenti e la donna che collaborò alla fuga degli assassini

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FORTE DEI MARMI. Altre due persone finiscono a processo per fatti legati all’omicidio di Luana Mariani, la donna di 77 anni rapinata e uccisa nella sua casa di via Viner nell’aprile del 2014. Vicenda per cui sono già stati condannati Madalin Paun e Marcel Raducan - due dei quattro componenti della banda accusata dell’omicidio dell’anziana - rispettivamente a venti e a diciassette anni di carcere.

Il nuovo procedimento penale - il quarto legato a questa vicenda - vede alla sbarra il pensionato fortemarmino Claudio Questa e Mioara Otet, anche lei romena come i quattro membri della banda. Per entrambi l’accusa è di favoreggiamento, ma è legata a episodi diversi.

Il pensionato è finito nel mirino degli inquirenti perché avrebbe intralciato le indagini, non dicendo ciò che sapeva agli inquirenti. In particolare, non avrebbe rivelato che frequentava Dana Raducan, anche lei imputata - ma in Corte d’Assise - per il delitto Mariani. Per quanto riguarda eventuali informazioni che la donna gli avrebbe carpito, e che potrebbero essere state decisive nella realizzazione del colpo, sarà il processo a chiarire se e quando furono date dall’uomo. In ogni caso, è dato per certo che il pensionato non aveva idea di cosa stessero progettando i quattro romeni: da qui l’accusa più lieve di favoreggiamento, e non di omicidio.

Stessa imputazione per Mioara Otet, la trentenne che avrebbe aiutato la banda a fuggire in Romania.

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La rapina avvenne il pomeriggio del 4 aprile dell’anno scorso. Luana Mariani, appartenente a una nota famiglia di Forte dei Marmi, fu sorpresa dai ladri nel giardino della propria abitazione intorno alle 14. Sarebbe stato un quindicenne, assieme a Madalin Paun, a portare dentro casa la vittima dopo averla percossa e tramortita, perché urlava troppo. I due le avrebbero legato i polsi e messo un foulard in bocca. Mentre i coniugi Raducan (Marcel e Dana) li aiutavano e stavano di guardia. Il bottino della rapina consistette in 200 euro e alcuni gioielli, prelevati dalla cassaforte. L'anziana morì soffocata dal foulard che era stato usato dai criminali.

I quattro, tutti romeni frequentanti il campo rom di via delle Sipe a Querceta, fuggirono dall'Italia subito dopo il delitto. Ma la polizia riuscì a rintracciarli e incastrarli. Come detto, Paun e Marcel Raducan sono già stati condannati con rito abbreviato, e sono tutt’ora in carcere. Il minorenne ha evitato la condanna ed è stato inserito in una comunità dal giudice del tribunale dei minori. Dana Raducan tornerà in tribunale a settembre, anche lei con l’accusa di omicidio dopo essere già stata condannata per favoreggiamento e calunnia: aveva accusato ingiustamente un albanese di aver fatto parte del gruppo.

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di Redazione web