Il Tirreno

Versilia

Pace fatta in Versiliana Dimissioni ritirate

di Luca Basile
Pace fatta in Versiliana Dimissioni ritirate

Il sindaco Mallegni chiede a presidente, direttore e consiglieri di ripensarci nell’interesse del Festival e della città. Dianora Poletti & C. accettano

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PIETRASANTA. Dimissioni rientrate e in Versiliana, quanto meno apparentemente, torna il sereno dopo che lunedì scorso il presidente della Fondazione Dianora Poletti, il cda e il direttore artistico Luca Lazzareschi avevano ufficializzato la loro uscita di scena in disaccordo con i “suggerimenti” arrivati, in tema di bilancio, dalla Giunta.

«Il sindaco ci ha chiesto di restare al nostro posto chiedendoci di farlo nell’interesse del Festival e della comunità ed esprimendo, al tempo stesso, il proprio apprezzamento per il nostro lavoro. Parole che ci hanno fatto piacere: abbiamo così deciso di andare avanti nell’attesa che il sindaco proceda alle nomine di sua fiducia. Che arriveranno - spiega Poletti - sempre a detta di Mallegni, senza fretta». Come a dire che Poletti&co, a questo punto, resteranno con ogni probabilità fino al termine della stagione. «È possibile, vediamo. Detto questo, a breve, convocherò un consiglio di amministrazione, al quale mi ha garantito che presenzierà anche il sindaco: sarà l’occasione per entrare nel dettaglio di provvedimenti, numeri di bilancio, programmi e quant'altro. A tutti noi, amministrazione e Fondazione deve premere una sola cosa: il bene della Versiliana» chiosa Poletti.

Lapidario il primo cittadino. «Ho chiesto al presidente di ritirare le dimissioni nell’interesse del Festival e lei ha accettato. Ho confermato questa mia volontà anche tramite una lettera con cui ho evidenziato la necessità, sempre nell’interesse esclusivo della Fondazione e della Città, di assolvere al meglio il compito che era stato assegnato sino alla nomina dei nuovi organi. Non è mia intenzione affrettare questo avvicendamento vista la stagione in corso e la necessità di conoscere fino in fondo gli impegni presi e le relazioni intercorse. Auguro al presidente, al direttore artistico e al Cda un buon lavoro e una buona stagione».

Restano quindi “congelate”, in questa fase, le ratifiche dei nuovi referenti di fiducia dell’amministrazione: per intendersi cda e presidente e, ovviamente le figure del direttore artistico e di quello generale. Parla, invece, di vicenda ridicola e grottesca il capogruppo del Pd Rossano Forassiepi. «Prima, all’indomani delle elezioni, si annuncia un imminente cambio della guardia, sia del presidente che del direttore artistico, poi si annuncia una rinnovata fiducia per finire la stagione, poi si affianca un uomo di fiducia, che a quanto pare agisce come se già fosse il direttore generale e artistico (Simoni, ndr) mettendo bocca sui contratti in corso con gli artisti già sottoscritti. Tutto questo giustamente ha portato alle dimissioni dell’intero consiglio di gestione e del direttore artistico, fino a quando in tutta fretta si chiede di rimanere al timone del Festival per l’interesse della comunità. Non sarà mica che questa richiesta di restare a Poletti e Lazzareschi si è resa necessaria perché gli equilibri politici, che vedrebbero Simoni come direttore generale e un presidente per cui si vociferano nomi di caratura nazionale, sia precaria e abbia bisogno di altro tempo di decantazione? Vedremo, magari sarò smentito e a settembre Poletti e Lazzareschi verranno confermati. L’unica cosa che sembra certa è che Simoni tornerà ad essere il deus ex machina della Fondazione: che “rinnovamento” - ironizza - Simoni subentra a Nicolai alla Versiliana, Nicolai era subentrato a Simoni, Simoni subentra a Nicolai al Puccianiano: sembra quasi una staffetta o forse più una farsa».

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