Il Tirreno

Versilia

Progetto da cento milioni per il porto

di Donatella Francesconi
Progetto da cento milioni per il porto

La società che ha presentato la proposta di concordato per la Viareggio Porto si candida alla maxi opera Passeggiata-Darsena

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VIAREGGIO. È un progetto da centodieci milioni di euro quello che i rappresentanti della "Beach Property Development Ltd” (Jurgen Konig e Salvatore Gandolfo) metteranno domani sul tavolo del sindaco Giorgio Del Ghingaro nell’incontro fissato per le 9 del mattino . La società, “titolare” della proposta accolta in sede ci concordato della Viareggio Porto, si candida all’acquisto - tramite l’evidenza pubblica che è compito del Tribunale bandire a concordato omologato - a condizione che esista un impegno al via libera sul maxi progetto complessivo che comprende realizzazione del porto a Ponente, oltre alla gestione di Madonnina,Triangolino e di un porto a secco per le barche della nautica “sociale”. È questo il quadro emerso nell’incontro che i progettisti (architetto Alessandro Rizzo ed ingegnere Stefano Maestrelli) hanno avuto con i rappresentanti della "Beach Property Development Ltd” alla presenza anche di alcuni rappresentanti della grande nautica viareggina, Azimut compreso. I quali hanno preso tempo.

«Se trovo un sindaco che dice no ad una proposta del genere», così si sarebbe espresso uno dei rappresentanti della società che ha messo sul tavolo l’offerta del piano concordatario della Viareggio porto (4.483.000 euro), «vado a Mediaset!».

Due le richieste che Del Ghingaro si vedrà presentare domattina: il coinvolgimento del governatore della Regione, Enrico Rossi, e la soluzione alla questione concessioni della Madonnina. Che l’Autorità portuale ha rinnovato fino al 2020, ma questa durata non garantisce il rientro dell’investimento. La Regione, dunque, verrebbe coinvolta sia su questo fronte che su quello della realizzazione del porto a Ponente. Attraverso - questo è la scenario - il cosiddetto “Decreto Burlando” che consente di progettare, in materia di portualità, anche se l’opera in questione non è conforme agli strumenti urbanistici del luogo. Strumento e luogo di ogni decisione diventa la Conferenza di pianificazione. Con buona pace del consiglio comunale che rimane fuori dalla partita.

Il progetto. Una sfida ambiziosa, quella in cui sembra voler cimentarsi la "Beach Property Development Ltd” e coloro che alla società porteranno i capitali necessari. Il porto a Ponente, come disegnato da Rizzo-Maestrelli, prevede un investimento di 78 milioni per un approdo nuovo di zecca da 80-90 posti destinati ad imbarcazioni da 35-70 metri. Un salto nel lusso che - così viene presentato - va a cambiare il volto anche alla Passeggiata.

La Madonnina, con i lavori necessari, diventa il porto turistico per imbarcazioni da 24-35 metri. Ed il Triangolino accoglie i diportisti da 12-24 metri. In aggiunta, in uno dei “contenitori” del porto (il più probabile è l’attuale mercato dell’ortofrutta) nasce un ricovero a secco per le imbarcazioni più piccole, quelle della cosiddetta “nautica sociale”.

Verso la Regione. Al sindaco Del Ghingaro il compito di considerare o meno la richiesta di una valutazione del progetto e di un eventuale interesse dell’Ente pubblico, primo passaggio previsto dallo stesso Decreto Burlando. Decidendo, poi, se fissare quell’incontro in Regione che è necessario per dare sostanza all’operazione. Che parte da una proposta per un concordato - e ne è a tutt’oggi la base d’asta - finalizzata all’acquisto dei beni di una società pubblica, concessioni comprese (che non si acquistano ma fanno parte del patrimonio, parte fondamentale del valore dell’azienda) e diventa l’offerta di finanziamento di un progetto formato extralarge che cambia il volto ad un bel pezzo di città.

La domanda è inevitabile: chi concorrerà alla procedura di evidenza pubblica si candiderà all’acquisto della Viareggio Porto, come da concordato e relativa procedura del Tribunale, o dovrà fare i conti (impari) con quella che viene definita come «la partita delle partite», da oltre cento milioni?

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