Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

Lo sfogo di Eleonora Francioni: "Io, esclusa dal Carnevale perché mamma"

Eleonora Francioni
◗
Eleonora Francioni

La giovane costruttrice spiega perché è stata estromessa dalla Fondazione per l'edizione 2016 del Carnevale di Viareggio

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Mamma e carrista? Non sono compatibili. L’amara considerazione è di Eleonora Francioni, giovane talento della cartapesta (e una delle rare donne impegnate nel Carnevale) esclusa dalla Fondazione per l’edizione 2016 del Carnevale. Ecco la lettera aperta (integrale) scritta per sollevare il problema.

"In merito alla decisione della Fondazione, confermata dalla stampa, di escludere il mio progetto per il Carnevale 2016 scrivo qui le mie considerazioni.
Negli ultimi due anni non ho sfilato con una mia mascherata perché nel 2014 ero incinta ed il secondo anno mamma di un bimbo che allattavo di 6 mesi. In entrambi i casi la mia situazione era inconciliabile col lavoro di costruttore dato il rischio chimico dei materiali e il rischio biologico negli hangar. Ho tutelato la salute di mio figlio. Potrei fermarmi già qui, ma dato che le ovvietà non bastano, per il carnevale 2014 e per il carnevale 2015 sono stata comunque presente al Carnevale di Viareggio come autrice dei Burla Premi per le cerimonie di premiazione. Oltre 70 bronzi utilizzati anche per il Carnevale 2013 per i quali ho firmato un contratto con la Fondazione nel 2013 come lavoro sostitutivo alla mascherata in gruppo che aveva effetti sul triennio 2013-2014-2015.

Negli ultimi 3 anni il bando non prevedeva né avanzamenti né retrocessioni e le classifiche non influiranno sugli aventi diritto per la prossima edizione.

Negli ultimi due anni, vista la mia condizione, ho chiesto di poter lavorare con progetti alternativi e sia Pozzoli che il Presidente Pasquinucci a parole si sono resi disponibili; col commissario era in programma un progetto col Meyer mai realizzato e con Pasquinucci un corso di cartapesta ideato da me per le nuove leve, il progetto fu protocollato in Fondazione e presentato in Provincia.

Negli ultimi tre anni ho mantenuto a fatica la mia prima partita I.V.A. senza mai cambiare ragione sociale alla ditta ed avendo sempre il durc in regola come previsto dai vari bandi prima delle ultime variazioni.
Premesso ciò, la mia non è stata “una scelta” ma la normalità dato che l'alternativa sarebbe stato far realizzare la mascherata ad altre maestranze e firmarla al posto loro contravvenendo ad una regola esplicita del bando.
Io sono l'unica donna che abbia mai firmato da sola dei carri del Carnevale di Viareggio in concorso, questo perché l'ambiente è sempre stato favorevole al sesso maschile ed anche questa situazione lo dimostra.
Credo fermamente che un approccio non medioevale ma da 2015 risolverebbe facilmente questa faccenda derogando l'articolo 4 del regolamento sia perché impossibilitata a partecipare pur volendo e sia perché ho di fatto partecipato a tutte le edizioni con i Burla premi e sia perché è proprio l'Art.4 che prevede la possibilità per la Fondazione di modificare il numero delle costruzioni in concorso previste in maniera insindacabile. Il bando è chiaro.

Tra l'altro ho mantenuto lo spazio in uso alla cittadella ed in questa occasione, diversamente da quanto fatto per il Regolamento, la Fondazione si è ricordata di me mandandomi regolarmente tutte le fatture che vorrei onorare e pochi giorni prima della presentazione dei bozzetti 2016 mi ha anche inviato una lettera di sfratto motivandola a voce dalla necessità di destinare lo spazio che ho in uso ad attività complementari al Carnevale.

La scelta di escludermi dopo un periodo di stop obbligato per gravidanza e allattamento è molto grave e mi fa vergognare per loro. Per cercare di venire incontro alla Fondazione ho presentato anche un lavoro non in concorso, una nuova serie limitata di Burla Premi. Già in passato alcuni miei colleghi hanno partecipato per anni fuori concorso per poi rientrare, non vedo perché si vogliono fare diversi pesi e diverse misure. E' curioso inoltre che se si parla di promozioni, i tempi sono biblici con bandi biennali e triennali e congelamenti vari ma se si parla di aventi diritto si guarda solo l'ultimo anno dimenticando il curriculum e l'esperienza maturata negli anni.
Se è vero che i costruttori non sono dipendenti e non hanno diritto a nessun contributo a sostegno del reddito per maternità, è anche vero che ci sono delle regole che non hanno bisogno di esser scritte. Quando una donna rimane incinta ed è impossibilitata a lavorare con un lattante deve conservare il posto di lavoro perché in questo caso di quello si tratta. La mia unica colpa in questi due anni oltre a esser rimasta incinta è stata quella di aver fatto risparmiare alla Fondazione Carnevale oltre 60 mila euro considerato anche il taglio subito nel 2013 sui Burla premi. Se ho seguito a distanza le varie vicissitudini pur non lasciando mai l'Assocostruttori è solo perché ho voluto dedicarmi esclusivamente al ruolo di mamma. Sarebbe stato più onesto escludermi per mancanza di fondi.

Mi auguro che quando la politica locale torni a gestire il carnevale, nomini un presidente donna perché di questo maschilismo nel carnevale capofila d'Italia ed avanguardia tra i carnevali europei non se ne può più.
Grazie

Eleonora Francioni
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore