La manifestazione
Impiegato ventenne salva la vita a una bimba
Si chiama Salvatore Campofiorito il giovane di Prato che a Marina di Pietrasanta si è accorto del malore, in acqua, della piccola di 7 anni. E l’ha portata a riva
MARINA DI PIETRASANTA. Non vuole essere considerato un eroe, Salvatore Campofiorito, 23enne impiegato pratese che domenica mattina era al mare con alcuni amici nel tratto della spiaggia libera a Marina di Pietrasanata vicino al club velico. Là dove una bambina di 7 anni ha rischiato di annegare per una congestione. E grazie al suo intervento è stato scongiurato il peggio. Intorno alle 10 si è reso conto che la piccola, una turista di Milano in vacanza in Versilia con la famiglia, stava male e non ci ha pensato due volte a prenderla in braccio e portarla sull’arenile, dove poi insieme ad altri bagnanti, ai bagnini e ai soccorritori è stata rianimata.
Cosa è accaduto di preciso in acqua?
«Io e i miei amici stavamo giocando a pallone in acqua, quando vicino a noi ho notato la bambina che era da sola. Ad un certo punto l’ho vista sdraiata con la pancia verso l’alto e le braccia larghe, ma non ci ho dato troppo peso, credevo sinceramente che stesse giocando, come fanno a volte i bambini. Ed invece lo sguardo immediatamente è tornato su quella bambina che non si muoveva, ed ho capito allora che c’era qualcosa di strano».
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Ed allora cosa ha fatto?
«Mi sono avvicinato insieme a un altro signore, ho preso la bimba in braccio e sono corso sull’arenile. Sono intervenuti anche i bagnini degli stabilimenti balneari vicini alla spiaggia libera e qualcuno anche del club velico. Intorno alla bambina c’è stata ressa di persone, c’erano anche i genitori probabilmente, non mi sono reso conto. Sono stati attimi di tensione, perché sinceramente era difficile capire quali fossero le condizioni di salute precise della bambina. Aveva schiuma in bocca, poi ha dato di stomaco, ha iniziato anche a piangere. È arrivata l’ambulanza: i volontari con i medici hanno proseguito a rianimarla prima di partire per l’ospedale».
Lei, con gli altri intervenuti, ha evitato che potesse verificarsi una tragedia.
«Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque, quando sei in mare e vedi una bambina piccola vicino a te che non dà segni di vita, la prima cosa che fai è quella di intervenire per cercare di aiutarla, ed è quello che ho fatto, ma sono certo che tutti al mio posto avrebbero fatto lo stesso. Non mi sento un eroe e non voglio neppure essere considerato tale».
Era la prima volta che andava in quel tratto di spiaggia libera?
«No in Versilia vengo spesso soprattutto a Viareggio, come in altre spiagge. Domenica con i miei amici abbiamo scelto quella di Marina di Pietrasanta. Spero che la bambina stia meglio, ho saputo che è stata trasferita al Meyer di Firenze dopo le prime cure al Versilia».
Immagino che un’esperienza simile non le fosse capitata prima vista anche la giovane età?
«Sì, nel senso che è la prima volta che intervengo in soccorso di una bimba. Diciamo però che una situazione del genere mi era già capitata, in senso inverso: da piccolo ho avuto delle convulsioni mentre dormivo e stavo soffocando con il cuscino. Sono stato salvato in tempo anch’io. Quando ho raccontato quello che è capitato domenica mattina, mia madre è tornata indietro con il tempo, ha rivissuto anche lei quei momenti drammatici, che per fortuna si sono risolti per il meglio».
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