Gioco
Viareggio Porto, la nautica ha fatto un passo indietro
Pesa in negativo l’aumento dei canoni concessori che il Governo avrebbe in cantiere Intanto spunta il nome del pisano Stefano Bottai, manager di edilizia e turismo
VIAREGGIO. Gli imprenditori della nautica locale che hanno fatto capolino - o lo stavano valutando - sullo scenario del concordato della Viareggio Porto, in questi giorni hanno deciso per uno stop. Azimut compreso, con una motivazione in più, di natura nazionale, per il colosso della nautica che vede patron Paolo Vitelli senatore di Scelta civica. Il Governo Renzi, infatti, starebbe lavorando ad un progetto che prevede un aumento del canone concessionario di ben quattro volte rispetto all’attuale. Un dibattito infinito, quello sul rapporto tra costo sostenuto per l’utilizzo del bene pubblico e ricavi realizzati, ma resta il fatto che il provvedimento in fase di definizioni già provoca la sollevazione del concessionari. Ed il passo indietro di Azimut, che sulla Viareggio Porto aveva avviato una valutazione, ne è il primo esempio.
Ad annunciare che ben tre cordate locali avevano un interesse per l’operazione-concordato era stato, nelle scorse settimane, Pasquale Sgrò, tra i principali sostenitori della campagna elettorale del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Ma gli scenari, in porto, mutano in fretta. Soprattutto in tempi di grandi movimenti societari nelle compagini dei nomi che hanno fatto grande la Darsena viareggina.
Nei giorni scorsi era stato il sindaco ad annunciare il lavoro in corso per assicurare al Comune «il controllo» sulla società che oggi è interamente dell’Ente pubblico dopo un esperimento di parziale privatizzazione naufragato sulla sentenza del Consiglio di Stato e sui successivi anni di inerzia di tutte le amministrazioni che si sono succedute relativamente alla gara da portare a compimento come da disposizione della stessa sentenza. All’epoca, dopo i necessari passaggi in consiglio comunale - che rimane competente per legge su tutta una serie di materie fondamentali per il governo della città - lo statuto della società che fu approvato fissava in questa misura la divisione delle quote: 51% al Comune, 48% al privato. Il privato che andrà ad aggiudicarsi la società, al termine dell’intera procedura di concordato, per cosa sborserà di circa cinque milioni dell’operazione, tutto compreso? Certo non per avere il 48% di una società il cui attuale socio unico (il Comune) altro non ha saputo fare che portarla sull’orlo del fallimento.
Ed allora, è necessario che il Comune porti quanto prima i propri intendimenti in materia al consiglio comunale, affinché lo statuto della Viareggio Porto sia modificato in un difficile equilibrio tra l’esigenza di non mandare deserta la procedura di evidenza pubblica e la posizione espressa dal sindaco Del Ghingaro nel senso di un mantenimento del controllo pubblico.
Nel frattempo radio-banchina lancia un altro nome, tra i possibili interessati: potrebbe guidare una cordata Stefano Bottai, di fresca nomina nel consiglio di amministrazione di Toscana Aeroporti. Bottai, pisano, è uomo della Camera di commercio di Pisa, vicepresidente del cda di Centrofidi terziario, società consortile per azioni garanzia fidi e intermediazione finanziaria interregionale aderente alla Confcommercio. È consulente del Gruppo Marianelli Spa (attività sviluppo immobiliare, turismo), del Gruppo Panchetti (attività costruzioni edili,sviluppo immobiliare, turismo), del Gruppo Teseco che già aveva partecipato alla gara per la Viareggio Porto. E amministratore unico di Grand Hotel Continental Tirrenia (pi), del Tirrenia Golf Club, oltre che amministratore delegato della Bonanno Srl (gestione alberghi, turismo).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
