Caldo africano e niente acqua Migliaia nella morsa del... tallio
Ultimatum a Gaia dal Comune che si prepara alla battaglia legale su tutti i fronti Intanto si attende l’esito delle nuove analisi non solo nell’area già soggetta a divieti
PIETRASANTA. Cinquecentoquaranta famiglie, in una delle domeniche più calde e soffocanti dell'anno, saranno costrette a rinunciare all’acqua potabile del rubinetto di casa, a farsi la doccia con qualche patema di troppo - anche se Asl rassicura in tal senso - a fare la fila davanti alle cisterne posizionate sui piazzali sotto il sole.
Il tallio che esonda, silente, dalle tubature di buona parte del territorio pietrasantino lascia in scia un’emergenza che, a distanza di 10 mesi - il caso è deflagrato nel settembre 2014 a Valdicastello - è tutt’altro che risolta. E mentre il fronte dei divieti si allarga, in attesa degli esiti delle nuove analisi, il Comune si prepara alla scontro a carte bollate con Gaia e ancora con l'Autorità Idrica Toscana.
Nuovi controlli. Nella giornata di ieri Gaia ha effettuato nuovi campionamenti sia nelle zone oggetto di divieto - l’asse di via Sarzanese e il Pollino - che in altre località. Gli esiti sono attesi fra domani e dopodomani. «Nel caso risultassero negativi, per presenza di tallio, spetterà ad Asl eseguire le controanalisi: se anche in questo caso l’evoluzione si confermerà favorevole potremo pensare ad una revoca dell’ordinanza. Siamo, però - precisa il vice-sindaco Daniele Mazzoni - nel campo delle ipotesi: l’attualità ci racconta di un pesante disagio per 540 famiglie che tuteleremo in ogni sede, senza nessuno sconto». Comune che aveva chiesto a Gaia, proprio nei giorni scorsi, di monitorare le zone confinanti con la cosiddetta zona rossa: i responsi sono stati inquietanti visti i valori sballati emersi fra Pollino e Traversagna. Se queste analisi non fossero state eseguite per quanto tempo i residenti di zona avrebbero continuato a bere acqua contaminata? È uno dei punti di domanda che, ieri mattina, veniva rilanciato in Comune.
Battaglia legale. Sarà scontro totale fra amministrazione Mallegni, Gaia e Ait: sempre ieri mattina, a palazzo, i legali dell’ente hanno preso in visione centinaia di pagine riguardanti atti relativi alla problematica tallio. Documenti che potrebbero rappresentare il punto di partenza di contenziosi, come da parole del sindaco Massimo Mallegni, sia in ambito civile che in quello penale. «L’acqua va analizzata e consegnata all’utente pulita e fresca. Se ce la danno calda in inverno va bene, in estate meno. Gaia Spa devo fornirci un prodotto adeguato. Ha 10 giorni per rispondere alle nostre richieste. Le responsabilità sono chiare ed evidenti» ribadisce Mallegni.
Perimetro del divieto. C’è chi, nella frazione del Pollino, ha però alzato la voce contro la stessa amministrazione rea di avere comunicato il contenuto dell’ordinanza in modo confusionario, incompleto e sbagliato. «L’ordinanza è stata firmata in tarda serata e proprio per dare la massima informazione possibile abbiamo immediatamente allertato una pattuglia dei vigili per mettere al corrente le famiglie del Pollino della nuova problematica. Forse i vigili - precisa Mazzoni - hanno incluso, mercoledì sera, nel perimetro del divieto anche due o tre strade non previste dall'ordinanza, ma alla fine tutto è stato chiarito e credo che ci sia stata una comunicazione ampia ed esaustiva. Lungo le strade dove è fatto divieto di usare l’acqua a fini potabili e alimentari sono infatti stati affissi gli avvisi e i residenti risultano tutti informati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
