Sicurezza
La gioia del sindaco: «La giustizia in Italia c’è»
«Questo provvedimento è la conferma di quanto vado dicendo da tempo Adesso torno nel mio ufficio in municipio: c’è molto da fare per Pietrasanta»
PIETRASANTA. «Torno a palazzo comunale. Da sindaco. Questo provvedimento è la conferma di quanto vado dicendo da tempo: la giustizia, in Italia, esiste ed è ben amministrata». La notizia della revoca della sospensione da sindaco, a firma del Tribunale civile di Firenze, Massimo Mallegni la riceve - è la tarda mattinata di ieri - in quel di Roma dove si trova per una due giorni di incontri sulle problematiche degli enti locali promossa da Forza Italia. Tredici giorni dopo lo sfratto dalla poltrona di primo cittadino a firma del Prefetto di Lucca in base alla legge Severino e a distanza di un mese esatto dall’elezione a sindaco con il 54 per cento delle preferenze, Mallegni si riappropria dunque del suo ruolo amministrativo in attesa della discussione della sospensione fissata in agosto.
«Un giudice serio ha impiegato qualche giorno per studiare il provvedimento e mi ha reintegrato - commenta Mallegni - forse prima di sospendermi si doveva impiegare un po' più di tempo per approfondire la legge. Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto e mi sostengono. Questa vicenda non archivia quella che sarà la mia azione politica. Questo paese deve cambiare profondamente: il popolo deve poter tornare a contare. Già nella giornata di domani sarò di nuovo nel mio ufficio: c’è molto da fare e ci sono delle priorità, da programma, nell’interesse di tutta la comunità di Pietrasanta, da portare avanti».
La tesi di fondo degli avvocati Sandro Guerra e Domenico Iaria, legali dello stesso Mallegni, è nota: il 3 aprile 2012, giorno della sentenza che addebita al sindaco il reato di abuso d’ufficio, la legge Severino non esisteva, Mallegni non ricopriva alcun ruolo amministrativo ed era un libero cittadino. «In poche parole il caso di Mallegni niente ha a che vedere con quelli di De Luca e De Magistris» ha continuato a sostenere in più occasioni Guerra che oggi, rilancia, soddisfatto e si prepara alle prossime tappe processuali.
«Il giudice designato Alfonso Florio - ribadisce Guerra - ha ravvisato la fondatezza del ricorso e anche l’urgenza di sospendere il provvedimento fissando al contempo udienza di discussione, sul merito del ricorso, per il 12 agosto. Potrei dire: l’avevo detto io. Ma non lo farò ed ancora una volta rilevo che tutte le volte che Mallegni finisce di fronte ad un giudice qualcuno condivide le nostre tesi».
Incassata la sospensione della sospensione, per il sindaco ed i suoi legali l’iter processuale è tutt’altro che concluso: detto dell’udienza in tribunale del 12 agosto dedicata alla sospensione dall’incarico sullo sfondo, il prossimo 10 settembre, resta infatti il processo d’appello che vede Massimo Mallegni chiamato a rispondere di tre reati (abuso d’ufficio, corruzione impropria e violenza privata), tutti peraltro ampiamente caduti in prescrizione.
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