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La fuga, poi la confessione: «Sono stato io»

La fuga, poi la confessione: «Sono stato io»

Con gli agenti che lo hanno interrogato ha cercato di giustificarsi: avevo una visita medica urgente

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VIAREGGIO. «Sì, sono stato io». Marco Simonetti chiama in serata il comando della polizia municipale. Sono momenti drammatici, il contenuto della telefonata è chiaro: l’uomo vuole autodenunciarsi per quello che è accaduto poche ore prima di fronte all’Euronics.

Gli agenti, a quel punto, vanno a prenderlo a casa, al quartiere Allende. Secondo quanto trapela dal comando della municipale, erano già in zona e stavano controllando alcuni veicoli. Erano a caccia di una Dacia nera, di cui conoscevano parte della targa. La telefonata di Simonetti ha, di fatto, interrotto le ricerche.

Una volta al comando, da pochi giorni negli uffici dell’ex tribunale di via Bixio, inizia il colloquio con gli agenti. Che lo mettono davanti alle sue responsabilità.

Alberto Cinquini, infatti, è morto da pochi minuti. E al conducente dell’auto coinvolta nell’impatto è immediata la contestazione di omicidio colposo. Oltre che di omissione di soccorso, visto che Simonetti si è allontanato.

Lui, peraltro, cerca di giustificarsi. Afferma di essersi allontanato per un impegno, una visita medica urgente. Fatto sta che al termine del colloquio con i vigili è stato iscritto formalmente nel registro degli indagati, dopo che già la Procura aveva deciso di aprire un fascicolo sulla morte di Cinquini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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