Lutto
Viareggio, trovato l'investitore del ciclista
Pensionato ucciso sull'Aurelia: il guidatore dell'auto, un 64enne residente al Varignano, era fuggito. Poi ha telefonato al comando della polizia municipale per costituirsi
VIAREGGIO. E' stato individuato l'uomo alla guida dell'auto che nel pomeriggio di martedì 14 ha investito e ucciso sull'Aurelia un ciclista di 78 anni, Alberto Cinquini, residente alla Migliarina. L'uomo, un 64enne residente al Varignano, si era prima fermato e poi allontanato con la sua Dacia. Dopo alcune ore ha telefonato al comando della polizia municipale per costituirsi.
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L’incidente è avvenuto intorno alle 17,30 di martedì 14, all’altezza dell’Euronics (lato monti). La dinamica non è ancora del tutto chiara, tanto che in un primo momento si era ipotizzato addirittura un malore, come causa della caduta rovinosa dalla bici del pensionato. Ma questa ipotesi non ha mai convinto la polizia municipale.
Di certo c’è che Cinquini era diretto a una carrozzeria a Bicchio, dove era in riparazione la sua auto. La ricostruzione ritenuta da subito più credibile dai vigili è che un’auto ha travolto la bici, causando la caduta e la morte del pensionato. In un primo momento sembra che l'auto si sia fermata, per poi ripartire.
Ad accorgersi dell’anziano (e dell'auto) sono stati alcuni passanti. Che sono riusciti a prendere la targa del veicolo prima che si allontanasse. Immediata la chiamata al 118. Sul posto sono intervenute un’ambulanza della Croce Rossa e l’automedica, ma quando sono arrivate il ferito era già in condizioni gravissime. È stato portato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico. Ma ormai per lui non c’era più nulla da fare.
La polizia municipale intervenuta sul posto ha ascoltato i testimoni. Nella tarda serata, la telefonata ai vigili dell'uomo che guidava la Dacia. E che - ascoltato dalla municipale - avrebbe ammesso le proprie responsabilità: "Sono stato io - avrebbe detto - avevo un impegno".
La Procura intanto ha aperto un’indagine per fare luce sulla tragedia. Come detto, le ipotesi fatte inizialmente erano praticamente opposte: da un lato si riteneva che ci fosse stato un malore alla base di tutto, dall’altra che l’uomo sia stato investito. Ma, com’è detto, è quest’ultima l’ipotesi che ha avuto da subito maggior forza.
Alberto Cinquini, ex bidello e segretario di numerose scuole della città, era molto conosciuto.
L’uomo abitava nel quartiere della Migliarina, era apprezzato e benvoluto, così come i due figli Luca e Silvia e la moglie Simonetta Palazzesi. E proprio dai familiari era partito un appello rivolto a chiunque avesse visto qualcosa. «Se davvero, come sembra, il nostro Alberto è stato investito da un’auto pirata - dicono - chiediamo a chiunque abbia visto o sia in possesso di informazioni preziose di non nascondersi, ma di farsi avanti».
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