Sicurezza
Stefano Cuoghi a processo per truffa
L’ex allenatore del Viareggio è accusato da un barman di essersi fatto prestare soldi con l’inganno
CAMAIORE. Il suo torto è di essersi fidato di un calciatore molto noto con una solida reputazione. Gli ha affidato 22mila euro senza tanti giri bancari, ha spiegato al giudice del tribunale di Modena, e si è trovato un pugno di mosche. E solo dopo molte insistenze, è riuscito a riavere indietro 3.500 euro. Il saldo negativo è quindi di 19mila euro circa. Questa in sintesi la drammatica deposizione del cittadino emiliano che si dice vittima di Stefano Cuoghi, 55 anni, ex bandiera del Pisa in serie A ed ex allenatore (oggi senza squadra) anche del Viareggio, che ha guidato dal 2012 al 2014, oltre che del Grosseto.
Per Cuoghi, che vive tra Modena e la Versilia (è residente a Capezzano Pianore), si è aperto ieri il processo per truffa. La vittima, un ex barman, oggi parte civile (lo assiste l'avvocato Barbara Tassi), ha raccontato al giudice le tappe del disastro economico: l’incontro con Cuoghi nella palestra di un noto circolo sportivo, la proposta di poter far fruttare denaro da parte del noto calciatore, l’idea di fare investimenti azionari che davano rendite sicure in tempi di crisi profonda nelle borse, la consegna del denaro in tranche da cinque e diecimila euro alla compagna, la consegna di un assegno a garanzia, poi il silenzio. Cuoghi avrebbe chiesto di non incassare l’assegno finché non è andato in protesto. E quando il barman ha preteso spiegazioni sull’investimento e su come andava, Cuoghi ha iniziato a dare risposte evasive. Alla fine si è sottratto del tutto ai contatti evitando di rispondere al telefonino.
Un teste dell’accusa ha raccontato di essere andato a Pisa, su richiesta della vittima, per incontrare Cuoghi, di averlo atteso fino alla fine dell’allenamento e di aver ricevuto da lui una busta con 3.500 euro. La vittima ha riportato un danno economico molto grave, poiché quelli persi erano tutti i suoi risparmi messi da parte in anni di lavoro.
Così è iniziata una serie di decreti ingiuntivi, diventati esecutivi, e quindi di pignoramenti sugli stipendi della squadra, a Pisa e a Viareggio. Alla prossima udienza, il 10 novembre, parlerà proprio Stefano Cuoghi, assistito dall'avvocato Flavia Sandoni. (c.g.)
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