Gioco
Rivoluzione Pucciniano Del Ghingaro: avanti così
Il sindaco sottoscrive le scelte, contestate dagli artisti, del presidente Veronesi e raccomanda ai nuovi vertici dell’ente il taglio del 50% ai biglietti omaggio
TORRE DEL LAGO. La rivolta degli artisti del Festival Pucciniano, dei virtuosi della voce, rischia di essere una delle più silenziose degli ultimi tempi. Perché a parlare - fatta eccezione per alcuni rappresentanti della politica locale - per ora sono solo le missive più o meno riservate che da una mano all’altra finiscono per essere rese pubbliche. Dopo la lettera denuncia degli artisti, recapitata a Ministero, Regione, Provincia e Comune, ieri è stata la volta della nota che il sindaco, Giorgio Del Ghingaro, ha mandato al presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Alberto Veronesi, ai componenti del consiglio di amministrazione e al direttore generale. Per confermare quella che forse può apparire una ovvietà: la rivoluzione Veronesi ha tutto il sostegno del primo cittadino. Come dire: bene i tagli ai compensi degli artisti, la cancellazione dei finali di Turandot e del convegno dedicato all’incompiuta pucciniana, l’allontanamento della regista di Tosca e le modifiche più o meno significative che il neo presidente della Fondazione sta mettendo in atto.
«Nel ringraziarvi per il lavoro che state svolgendo nell'interesse della Fondazione del Festival e della città di Viareggio - scrive Del Ghingaro a presidente, consiglieri e direttore - voglio manifestare la mia approvazione per il vostro impegno che sta andando nella direzione voluta dall’amministrazione ovvero quella di un profondo rinnovamento e cambiamento sia sul fronte della prassi gravata da molte vetuste e dispendiose abitudini mentali e organizzative, sia sul fronte artistico e dello spettacolo. Sono certo che i risultati di questa impegnativa opera di riorganizzazione saranno ben visibili nella prossima stagione, ma sono importanti anche i segnali partiti già dalla presente edizione».
Insomma il “sicuri si cambia”, frequentato spot ella campagna, nel caso del Pucciniano sarebbe già promessa mantenuta. Anche se il cambiamento ha provocato, per la prima volta nella storia del Festival, una dura presa di posizione da parte di alcuni dei suoi più prestigiosi protagonisti che forse, rivolgendosi al sindaco con la richiesta di rispettare i contratti siglati e riportare un clima di serenità all’interno della Fondazione, non si aspettavano una risposta - se pur indiretta - di questo tipo.
Del Ghingaro, peraltro, non si limita a sottoscrivere le scelte fatte da Veronesi fino a questo momento. Ma dà indicazioni chiare anche su altre questioni relative allo svolgimento e alla gestione della manifestazione.
«Vorrei invitarvi - prosegue la nota inviata ai vertici del Pucciniano - a una particolare cura anche per ciò che riguarda le richieste di accredito che vi perverranno. Vi invito quindi a procedere verso una riduzione del 50 per cento rispetto al numero degli accreditati dello scorso anno. Ritengo infatti che i criteri di sobrietà a cui questa amministrazione si uniforma, per principio prima ancora che per necessità, possano permettere di rendere ancora più chiaro e veloce il percorso di cambiamento auspicato e già iniziato, anche attraverso attenzioni come quella a cui vi sollecito e che peraltro so essere già sul vostro tavolo di lavoro». Insomma: meglio un teatro più vuoto ma dove a sedere ci siano spettatori paganti.
Valentina Landucci
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