Il Tirreno

Versilia

Le imprese: su 10 euro ne paghiamo 6 di tasse

Le imprese: su 10 euro ne paghiamo 6 di tasse

VIAREGGIO. È di oltre il 60% la percentuale di imposte che una azienda toscana si trova a pagare sul totale del suo reddito. Un dato reso noto dalla Confesercenti per sottolineare come la situazione...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. È di oltre il 60% la percentuale di imposte che una azienda toscana si trova a pagare sul totale del suo reddito. Un dato reso noto dalla Confesercenti per sottolineare come la situazione della tassazione, diretta e indiretta, sulle imprese di commercio e turismo sia ormai insostenibile. Nella provincia di Lucca la percentuale è del 60,2%, quindi di poco al di sotto della media regionale.

«Quando diciamo che tra tassazione diretta ed indiretta, le nostre imprese sono assoggettate ad una pressione fiscale insostenibile dobbiamo purtroppo misurarci anche con storie paradossali ed incredibili - commenta Nico Gronchi, presidente Confesercenti Toscana - con veri e propri balzelli fiscali di una straordinaria fantasia ed inventiva (basti pensare alla tassa sull’ombra). Se non ci liberiamo di questo giogo, è del tutto inutile ragionare della necessità di attrarre investimenti pubblici o privati, rilanciare l'economia e i consumi, favorire la ripresa dell'occupazione». «Lucca - spiega il presidente di Confesercenti Versilia Esmeralda Giampaoli - ha una media in linea con quella regionale. Ovviamente la situazione di Viareggio è totalmente diversa dal resto della provincia, considerato che stiamo vivendo gli effetti di un dissesto finanziario. Purtroppo in questi anni si è continuato a tassare le imprese ad investire zero sulla riqualificazione della città, a spendere i soldi pubblici senza alcuna programmazione, con il risultato di tagliare le gambe agli imprenditori e mandare in bancarotta il Comune. Pur nelle difficoltà oggettive - conclude Giampaoli - bisogna che la nuova amministrazione pensi comunque ad interventi per il rilancio del commercio e del turismo». Secondo Confesercenti bisogna mettere mano ad una riforma fiscale. Ancora il presidente regionale Gronchi. «L’Italia è il Paese delle 63.000 norme tributarie e dei 670 adempimenti fiscali ogni anno, è il Paese in cui per effetto di un federalismo mai realizzato pienamente, si è prodotta una esplosione della tassazione locale, che per fortuna in Toscana nel 2015 si è arrestata o sta scendendo anche se davvero troppo lentamente. Abbiamo bisogno di una vera riforma fiscale che semplifichi la vita alle imprese e rimetta mano al “bestiario fiscale” di cui siamo vittime. Da qui la necessità di arrivare alla tanto annunciata “local tax” che rimetta a pulito la giungla di imposte, tasse e addizionali locali abbiamo bisogno di far respirare le troppe imprese soffocate da burocrazia e tasse». La conclusione di Nico Gronchi: «Le imprese toscane hanno dimostrato di avere nel Dna le caratteristiche per affrontare anni difficili e sono pronte anche per agganciare la fase di ripresa che, anche se davvero incerta e debole, sembra profilarsi all'orizzonte. La somma di tasse locali e nazionali però sta diventando il nostro peggior nemico, una specie di masso legato al collo per l’impresa che vuole comunque restare a galla».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore