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il futuro della sanità

Società della salute, Salvatori c’è

Società della salute, Salvatori c’è

L’ex direttore si candida alla riconferma del consorzio Comuni-Asl

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VIAREGGIO. C’è anche il nome del direttore uscente Enrico Salvatori tra i candidati a guidare la Società della salute della Versilia, il consorzio tra Asl e Comuni che si occupa di gestire alcuni servizi sociosanitari sul territorio. Primo fra tutti, l’assistenza agli anziani non autosufficienti nelle residenze a loro riservate.

Il mandato di cinque anni di Salvatori, medico di famiglia di Forte dei Marmi, è scaduto di recente: l’Asl ha pubblicato un bando per la nomina del nuovo direttore, il cui incarico sarà di tre anni rinnovabile per altri due. Il bando è ancora aperto: la scadenza per la presentazione delle domande è il 17. Nel frattempo lo stesso Salvatori lavora in regime di proroga.

Sia il ruolo del direttore che la stessa Società della salute sono da anni al centro di mille polemiche. Per i favorevoli, la Sds - ideata dalla Regione, ma in realtà mai sposata con convinzione - è un ente che a pieno regime garantisce lo svolgimento di servizi importanti in maniera omogenea sul territorio, con risparmi notevoli nella gestione e una rapidità che non sempre i Comuni hanno: si pensi, appunto, ai servizi per gli anziani non autosufficienti, in cui un unico bando di gara ha sostituito quelli che venivano fatti in passato.

Per i contrari, però, la Società della salute è solo un altro carrozzone inutile, con un bilancio e costi di gestione - tra cui lo stipendio del direttore - ulteriori rispetto a Comuni e Asl. In effetti, questo consorzio non è mai decollato veramente, anche perché nel frattempo piombavano pareri legali e ricorsi contro la sua esistenza. Tanto da far dubitare la stessa Regione sull’opportunità di andare avanti.

In futuro, però, la Società della salute dovrebbe ricevere la gestione dei servizi sanitari sul territorio, cioè i distretti e gli ambulatori. Mentre l’ospedale Versilia sarà gestito direttamente dalla nuova super Asl della costa. Questo significa personale (senza nuove assunzioni, sia chiaro) e soldi. Quanti? Quasi la metà dell’attuale bilancio dell’Asl, oggi vicino ai 300 milioni di euro. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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