Il Tirreno

Versilia

Accoltellò due rivali al Frau: condannato

Matteo Tuccini
Accoltellò due rivali al Frau: condannato

Notte da Far West nell’ex locale di Torre del Lago: un anno e mezzo di carcere per il giovane riconosciuto colpevole

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TORRE DEL LAGO. Un anno e mezzo di carcere. È questa la pena che il tribunale di Lucca ha inflitto a Mattia Verani, il giovane di 28 anni che in una notte da Far West al Frau Marlene di Torre del Lago accoltellò due rivali.

Un episodio sconcertante, che all’epoca - parliamo di quattro anni fa, oggi il Frau ha cessato l’attività - causò la chiusura del locale su ordine della questura. Ma nel quale non è stata riconosciuta la volontà di uccidere da parte dell’imputato. Tant’è vero che i giudici non hanno accolto la richiesta di condanna a dodici anni fatta dalla Procura.

I fatti risalgono alla notte tra il 5 e il 6 marzo 2011. Sono da poco passate le quattro del mattino, nella discoteca Frau Marlene che ha organizzato in grande stile una delle serate del CarnevalDarsena. Ma la scena che si trovano di fronte i carabinieri - chiamati dagli avventori del locale - non ha nulla a che vedere con lo spirito gioioso del Carnevale.

Due gruppi si fronteggiano schierati, gli uni contro gli altri. Nel mezzo della folla barcollano due giovani, feriti gravemente da vari fendenti sferrati con un coltello: uno dei ragazzi ha una grossa chiazza rossa sulla maglietta bianca, l’altro ha tagli su più di una parte del corpo. Il più grave indica, come aggressore, un coetaneo che indossa un giubbotto mimetico. Tutto intorno è un fuggi-fuggi di ragazzi e ragazze terrorizzati.

I militari, arrivati con quattro auto, arrestano il ragazzo che viene indicato dagli altri: si chiama Mattia Verani, è fiorentino e all’epoca ha 24 anni. Gli uomini dell’Arma lo sottraggono letteralmente al linciaggio degli amici dei feriti, un gruppo di giovani provenienti da Genova, che avevano deciso di passare la serata in Versilia. Le auto dei carabinieri vengono presi a calci e sputi, ma il buon senso dei militari evita il peggio.

Verani finisce a giudizio per rissa, tentato omicidio e lesioni. L’accusa, infatti, ritiene che volesse uccidere Valerio Capra, all’epoca ventenne, genovese, poi operato d’urgenza al “Versilia” per le quattro coltellate subite. Per l’altro giovane ferito, Giovanni Cardillo, anche lui genovese di vent’anni raggiunto da tre colpi, l’accusa è di lesioni. Ma a Verani la Procura contesta anche la simulazione di reato. Il giovane, infatti, secondo gli inquirenti aveva finto di essere stato rapinato del cellulare.

Alla fine del processo, però, l’accusa di tentato omicidio va a cadere. E nell’udienza di ieri a Lucca il tribunale, presieduto dal giudice Stefano Billet, condanna Verani a un anno e sei mesi per lesioni: il pm Lucia Rugani ne aveva chiesti dodici. Assolti, invece, gli altri imputati coinvolti nella vicenda: gli stessi Cardillo e Capra, Fabio Chiaramonti e Michael Saltarelli, tutti finiti alla sbarra per la rissa.

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