Il Tirreno

Versilia

Sos della Cgil: l'economia in Versilia a rischio illegalità

Un corteo per la legalità promosso dalla Cgil
◗
Un corteo per la legalità promosso dalla Cgil

Il sindacato chiede alla prefettura e ai sindaci di Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi, Camaiore, Massarosa, Seravezza e Stazema un vertice contro le infiltrazioni malavitose e per il rispetto delle regole

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Più che un allarme, un invito a prendere atto dei rischi che corre l’economia locale. La conferenza di organizzazione della Cgil provinciale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sulla questione legalità, questione che il responsabile versiliese della Camera del lavoro sottopone all’attenzione dei sindaci e del prefetto per chiedere di «aprire un tavolo sulla legalità nell’economia, contro le infiltrazioni malavitose e per il rispetto delle regole nel mondo del lavoro».

L’appello della Cgil prende le mosse da una grave vicenda accaduta nei locali della Camera del Lavoro di Viareggio il 19 aprile 2013, quando dei sindacalisti denunciarono di essere stati aggrediti e minacciati a mano armata nel corso di una vertenza. «Quella vicenda - dice Bindocci - si inserisce in un quadro che conferma che il tema del rispetto della legalità delle attività economiche e del rispetto delle regole del mondo del lavoro è attuale e urgente anche in Versilia, e il sindacato svolge un ruolo di primo presidio di legalità nei luoghi di lavoro».

La Cgil, dopo avere ricordato la fiaccolata organizzata sul tema della legalità che fece tappa anche al Bar Fappani chiuso per motivazioni legate a un’inchiesta giudiziaria, chiede «che si presti attenzione alla realtà delle imprese anche sul versante delle relazioni sociali» e sottolinea che «il tema delle infiltrazioni della criminalità nel tessuto economico locale e del problema del riciclaggio sono aspetti che spesso purtroppo non sono adeguatamente percepiti».

«Riteniamo anche necessario - aggiunge Bindocci - mettere a fuoco la durezza e la precarietà delle odierne condizioni di lavoro nel sistema di impresa anche locale, problematiche accentuate dal clima di ricatto occupazionale che attanaglia il mondo del lavoro e comporta la difficoltà ed a volte anche l'impossibilità di esercitare da parte delle lavoratrici e dei lavoratori invisibili, un civile potere di contrattazione su diritti fondamentali in vari settori produttivi. La questione si verifica nella media e piccola impresa in molti settori produttivi, ed anche nelle realtà degli appalti e dei subappalti sebbene già in anni passati erano stati sottoscritti protocolli di intesa, soprattutto nel settore edile con le parti datoriali e alcune amministrazioni locali, alla presenza anche della Prefettura. Tali protocolli andrebbero monitorati ed eventualmente valutata l'opportunità di fare altre intese come accade in altri territori con tessuti economici analoghi per monitorare e ostacolare le infiltrazioni malavitose e il riciclaggio, combattere la concorrenza sleale oltre che migliorare le reali condizioni di lavoro in molti ambiti, anche se purtroppo il dramma occupazionale ha fatto passare in secondo ordine la qualità e la legalità del lavoro».

Su tutto questo, come peraltro previsto anche negli accordi fatti con i vari comuni nell’ambito della contrattazione sociale, la Cgil chiede di aprire un tavolo per approfondire le tematiche e individuare soluzioni possibili.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca