Sicurezza
Si tuffa dal pontile e muore annegato
Finisce in tragedia la serata con gli amici di un giovane di 26 anni: dopo cena si getta in mare e ha un malore. Che gli è fatale
TONFANO. Finisce in tragedia la serata con gli amici di un ventiseienne di nazionalità romena, Vasile Ciobanu. Il giovane, poche ore dopo aver cenato, si è tuffato in mare dalla cima del pontile di Tonfano. Ma una volta entrato in acqua è sparito quasi subito tra le onde, probabilmente a causa di un malore. E quando è riapparso, venendo soccorso da due amici che lo hanno portato a riva, era troppo tardi.
La tragedia avviene nella notte tra giovedì e venerdì scorso, intorno all’1,30. Fino a pochi minuti prima, Vasile Ciobanu stava passando una bella serata con amici e parenti: il giovane vive a Roma con la famiglia - è padre di un bimbo di sei anni - ma ha deciso di cercare lavoro in Versilia, perché ha perso il proprio impiego in un’azienda edile della Capitale. Da qualche settimana, con il supporto di una cugina che vive a Viareggio, fa la spola tra Roma e la Versilia. Lasciando curricula e informandosi in bagni, hotel e ristoranti. L’idea, infatti, è come si dice in gergo di “fare la stagione”. E lunedì ha in programma un incontro importante in una struttura, forse un colloquio che potrebbe già essere decisivo.
Nel frattempo, Vasile ha deciso di passare qualche ora di svago con parenti e amici, tutti appartenenti alla comunità romena versiliese. Vanno a cena in un ristorante di Marina, mangiano e si divertono. Tirano fino a tardi. Poi decidono di fare una passeggiata, e di prendere un gelato. Anche se è mezzanotte, a Tonfano c’è il pienone. E non potrebbe essere altrimenti: è luglio, fa un caldo tremendo e sul pontile c’è appena stato lo spettacolo di Moni Ovadia ispirato all’Iliade.
Come detto, è una bella serata e Vasile è felice. Spera di poter dare una svolta alla sua vita. Va sul pontile assieme agli altri, decide di fare un tuffo. Una pratica vietata, ricorda la Capitaneria di porto. Comunque, il giovane si spoglia e si getta in acqua. Che non è gelida, ma è comunque più fredda rispetto all’afa che anche a quell’ora avvolge la Versilia. E soprattutto è già piuttosto profonda: il pontile arriva fino a duecento metri dalla riva.
In un primo momento gli amici che sono sul pontile con lui - e che affermano di non essersi tuffati - lo vedono riemergere. Ma poi accade qualcosa. Chi lo sta guardando si accorge che Vasile sta scivolando verso Viareggio, probabilmente trascinato dalle correnti dopo un malore. Poi sparisce dalla vista. Nel giro di pochi minuti, tutto cambia: le grida e le risate lasciano il posto all’angoscia e alla paura.
A quel punto chi era con Vasile decide di tornare verso la riva, correndo verso Viareggio. Cercano di avvistarlo, senza esito. Riescono a vederlo poco dopo, mentre si sta riavvicinando verso la battigia. E capiscono che tutto è già precipitato. In due si gettano in acqua per trascinarlo a riva: riescono a prenderlo e a riportarlo all’asciutto, ma si accorgono subito che la situazione è disperata.
Nel frattempo, alcune persone che erano lì - come detto, sono ancora in molti sul lungomare - chiamano il 1530, il numero della Capitaneria di porto. Che avvisa il 118. Sul posto interviene anche una volante del commissariato di Forte dei Marmi. Inutili, però, i soccorsi: il giovane muore. Sul corpo non verrà eseguita l’autopsia: dopo i primi accertamenti è stata ritenuta non necessaria dal magistrato, che nel tardo pomeriggio di ieri ha disposto la restituzione della salma alla famiglia.
@matteotuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
