Gioco
Pietrasanta e l’arte Una Kassel estiva ricca di grandi nomi
Da Flora Bigai a Barbara Paci, da Rossi a Cardi le gallerie annunciano proposte importanti ed affari in crescita
di ADOLFO LIPPI
E’ divenuta una gigantesca, importante, assolutamente immancabile Fiera di Arte, Pietrasanta, le sue comode stradine, le sue piazzette chiacchierate da artisti di ogni dove. E’ ormai come Kassel, come Basilea, come Miami. Chi non appare è “out” del mercato. Lo struscio è tra i migliori, supera Spoleto, supera le calli veneziane. I ristoranti, aggredita l’enoteca Marcucci, i caffè, “Michelangelo” tra tutti, sono presidiati da vip di ogni tipo, dal calciatore a mollo all’industriale impagabile, dal russo scialacquatore di mance all’intellettuale facile. E tanti, a considerare le gallerie d’arte che riaprono e quelle che aprono, paiono comprare quadri, statuine, statue, oggetteria, dipinti, collages, ceramica.
A sentire in giro non c’è crisi, la crisi sarebbe nel passato, ora si fanno affari eccome e vale allora la pena gettar dentro un’occhiata, nella Pietrasanta che riscatta un’intera Versilia e la colloca ancora tra le isole felici dell’estate mondana.
Nicola Bolla da Flora Bigai. Flora Bigai, dama di charme veneziano, bionda, raffinata, inguaribilmente elegante, ha inaugurato ieri sera, una mostra di Nicola Bolla, artista di fama alle Biennali, contemporaneo e cerebrale, gradevole di forme e colori persuasivi, ben trattati, ben accostati.
Flora è qui dal ‘98. Da Venezia s’è ambientata, ha preso casa a Pietrasanta e ogni stagione rinnova le promesse. Iniziò coi disegni di Picasso e dissero che osava troppo. Invece è rimasta sempre a quel livello e in questa stagione va anche oltre: si fa promotrice di un’iniziativa ambientalista.
E’ rimasta, come tanti noi versiliesi, sconvolta dall’uragano che ha devastato la riviera. Così assieme a Maria Antonietta Di Benedetto ha deciso di fare in settembre grandi mostre a villa Bertelli ed alla Versiliana. Il ricavato andrà ad una Onlus che devolverà i soldi per la rimessa in natura, nelle ville, dei pini abbattuti. Alla galleria Bigai furon di casa Mitoraj, Sandro Chia, Maraniello. La mostra di Bolla è un’altra degli eventi da rimarcare. Andrea Collesano da Barbara Paci.
Una donna versiliese doc, dagli occhi azzurro freschi di marina, Barbara Paci presenta due gallerie e dice “Noi puntiamo a scelte che siano etiche oltre che estetiche”.
Così spiega, col titolo “De Rerum Natura” (che si rifa a Lucrezio), il lavoro di Andrea Collesano, fortemarmino dal tratto giapponese, grafico accuratissimo, amante di piante, animali, frutti, coi quali compone aggraziatissime serie su carta anticata e vibrante.
L’idea della Barbara Paci è fare dell’arte uno strumento forte per difendere, tutelare, salvare il pianeta.
Ha così interessato cinque importanti associazioni, la Sea Shepherd, la Save the Dog, l’O.N.P.A.N.A., l’African Park, il Rifugio degli asinelli, che con lei collaboreranno in un progetto di difesa e protezione della flora e della fauna. Sul quale Collesano ha prodotto immagini davvero eccitanti, vive, armoniose
. Lo presenta in catalogo Enrico Mattei, sempre rigoroso e puntuale. N. icola De Maria da Cardi-Poleschi Storico eccelso nume leggendario dell’avanguardia contemporanea Nicola De Maria avvince Pietrasanta con questa “festa cosmica” che ripete i successi internazionali di Basel, di Parigi, Torino, Venezia, Osaka. Ormai non c’è museo nel mondo che non abbia un’opera di questo napoletano pirotecnico e musicale che stracolora ciò che vede, realtà e sogno da Beato Angelico a Frank Zappa. Claudio Poleschi ancora una volta fa centro e si riafferma uno dei mercanti più intelligenti ed esperti d’Europa.
A lui Botero deve la beatitudine. Matteo Ciardini da Paola Raffo Signora di squillante acume, scopritrice di talenti, Paola Raffo è (sperando di non offenderla) la decana delle galleriste. Da lei sono passati i primi Cascella, i primi Mitoraj, Ciulla, e i locali di genio quali Francesconi Lino Mannocci, Giuseppe Biagi. Dalla “metacosa” ai silenziosi paesaggi di Matteo Ciardini (presentato da Fernando Mazzocca, scusate se è poco), Paola farà una mostra anche a Jessika Carroll (figlia di tanto maestro) creatrice di opere leggiadre, fantastiche. La Raffo è prezioso termometro di Pietrasanta.
Dice: «Quest’anno hanno aperto altre tante gallerie nuove. E’ un fatto. Per un mercante si spende meno metter su vetrina qui che partecipare alle Fiere. E qui abbiamo molto più pubblico, una folla molto più attrezzata ad acquistare.» Mappemondi da Marco Rossi A cura di Luca Beatrice (il critico che meglio frequenta Pietrasanta e la sa captare), Marco Rossi (due gallerie in città) ospita in piazza Duomo una rassegna di autori alcuni noti altri giovanissimi tutti dediti ad esprimersi sulle Mappe e sui mappamondi.
Come già fece, con fortuna, Boetti. Figurano in rassegna, tra quadri, grafica, ceramiche, Giosetta Fioroni ed Emilio Isgrò, Pino Pinelli e Fabio Viale. Maria Cristina Simonelli e Maurizio Trinci che dirigono la Marco Rossi, parlano di crescente interesse per il contemporaneo; ma loro hanno una fedele clientela che segue la galleria anche a Milano e Verona. Il Pop da “Bel-air” di Luca Ricchi. Svizzero con un cognome toscanissimo, Luca Ricchi debuttò con questa galleria svizzera prestigiosa a Forte dei Marmi.
Adesso si è trasferito, con forte ambizione in Pietrasanta. Ed ha condotto con sé quanto di meglio vi è nel Pop e nell’ultramoderno, da Salvatore Dalì ad Arman, da Botero a Galliani, a Corda a Brainwash, a Damien Hirst nientemeno.
Qui colpiscono gli effetti ottici, là ci s’innamora di un panda metallizzato. Huges stordisce con invenzioni giocate; altri fanno provocazione. “Bel-air” respira un’aria cosmopolita. Par di stare a Venice in California o in Florida o a Zurigo. Altri Poi vi sono altre gallerie, tante. Si va da Susanna Orlando (bellissima la mostra dell’estate scorsa di Mondino), a Edoardo Secci, dalla ‘33 ai Boldini. Ormai le strade cittadine alternano ristoranti a luoghi d’arte, movida chiassosa e luoghi assorti. Ci saranno altri spazi per descrivere ciò che di bello Pietrasanta quest’anno sa offrire ad ogni palato.
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