La nuova Asl ai medici «Dovete stare tranquilli»
Primo confronto tra la commissaria De Lauretis e il personale dell’ospedale «La riforma è un’opportunità, decideremo insieme come riorganizzarci»
VIAREGGIO. «Dovete stare tranquilli, nulla è ancora deciso. Decideremo insieme come riorganizzarci».
Debutta così il commissario Maria Teresa De Lauretis, direttore generale in pectore della futura superAsl tirrenica - per intenderci quella che andrà da Massa a Livorno - nel confronto con il personale dell’ospedale Versilia. Un debutto, quello del nuovo capo della sanità versiliese - con il tramite per il momento del vicecommissario Brunero Baldacchini - che punta a rasserenare un ambiente elettrizzato dagli ultimi mesi di tagli e polemiche. Ma che, nel dettaglio di quello che sarà il futuro del “Versilia”, non scende. Anche perché - ironizza qualche medico - ancora non lo sa nessuno cosa accadrà.
Giovedì pomeriggio, come detto, c’è stato il primo incontro nell’auditorium dell’ospedale. C’erano il vicecommissario Brunero Baldacchini, i direttori di reparto, i medici, gli infermieri e i tecnici.
«Si è trattato di una presentazione, importante ed efficace, in preparazione del nuovo assetto che, a partire dal primo gennaio 2016, caratterizzerà la riforma del sistema sanitario della Toscana - si legge in una nota dell’Asl - l’inizio di un percorso che riempirà di contenuti la legge 28 (quella della riforma sanitaria che dà il via alle tre maxi-Asl in Toscana, ndr) attraverso un coinvolgimento sempre più ampio e concreto di professionisti e cittadini che sono e saranno chiamati a proporre idee, riflessioni ed esperienze».
Il commissario, riproponendo in sintesi le linee principali della Legge, ha evidenziato alcuni dei temi fondamentali che rappresenteranno i punti di riferimento principale del processo di fusione delle aziende sanitarie e dell’attivazione delle novità previste dalla riforma.
«Tra questi - prosegue la nota - i Dipartimenti interaziendali, che regoleranno i rapporti di collaborazione tra le tre grandi Asl e le aziende ospedaliere universitarie, la continuità ospedale-territorio e, soprattutto, l'unificazione ed il coordinamento delle varie specialità. L’appuntamento si è rivelato anche un momento di ascolto e di confronto, serio e costruttivo, che ha permesso a gran parte dei presenti di testimonare ciò che già è stato fatto e quanto, nei prossimi mesi, si potrebbe fare nel segno di una disponibilità totale e di una condivisione convinta degli obiettivi prefissati».
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