Il dolore
Fuori dal Pd chi era con il sindaco
Espulsi in undici per il sostegno a Del Ghingaro. Provvedimento in arrivo per Palestini
VIAREGGIO. Espulsi. In undici, dal Partito democratico. Con provvedimento della commissione di garanzia territoriale che li cancella dall’albo degli iscritti 2015 e 2016 e dall’albo degli elettori del partito. Ai sensi dello Statuto, del Codice etico e del Regolamento delle commissioni territoriali di garanzia, il provvedimento ha colpito: Giuseppe De Stefano, Paola Gifuni (presidente del consiglio comunale) e Laura Servetti (assessore al bilancio) in quanto «sono stati eletti consiglieri comunali in liste alternative al Pd»; Vincenzo Artese, Giampiero Ceccotti, Monica Guidi, Amalia Lombardi, Riccardo Roni e Marco Sala, perché «si sono candidati in liste alternative a quella del Pd»; Alfredo Salvetti e Fabrizio Miracolo hanno sostenuto attivamente una lista alternativa al Pd». Nessuno di loro - rileva la commissione di garanzia - si è presentato, pur convocato, a spiegare le proprie ragioni. L’esposto presentato riguardava anche le posizioni del sindaco Giorgio Del Ghingaro e della senatrice Manuela Granaiola. Ce se la vedranno, casomai, con la commissione di garanzia del Pd lucchese e nazionale.
Ennesimo atto della telenovela infinita di un Partito democratico viareggino in cui - da prima della fine del dieci anni di governo dell’amministrazione Marcucci - prevale e si fa sempre più spazio il tutti contro tutti. Al punto da arrivare ad avere un partito commissariato, perdere le elezioni, non conquistare per la Versilia il consigliere regionale. In una sorta di catarsi collettiva, con l’idea che il fuoco sempre acceso purifichi tutto.
La commissione di garanzia si è espressa anche nei confronti di Andrea Palestini, ex sindaco, presidente del consiglio provinciale, che ha accettato di restare - ma questa volta su nomina del sindaco Del Ghingaro - nel consiglio di indirizzo della Fondazione Festival pucciniano. «Palestini si è limitato a comunicare la sua decisione personale - scrive la commissione di garanzia -. L'interessato ha ricevuto un parere negativo dal commissario Giuseppe Dati, dal capogruppo Luca Poletti e da molti altri presenti, in quanto nella sua qualità di iscritto e dirigente Pd, oltre non avere ricevuto alcun mandato dal partito, si poneva al di fuori delle scelte politiche che hanno posto il Pd all'opposizione dell'attuale Amministrazione». La commissione ha dunque deciso di aprire nei suoi confronti «l'istruttoria disciplinare».
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