Sicurezza
La Versilia conferma i suoi record più tristi
È la zona in Toscana dove si muore di più per tumori, suicidi e problemi cardiovascolari
VIAREGGIO. La Versilia conferma i suoi tristi record. Nello studio fatto dal laboratorio Mes dell’istituto Sant’Anna di Pisa, il territorio dei sette Comuni mantiene il primato regionale delle morti per tumori, per problemi cardiovascolari e per suicidi. Inquietante è anche il record in Toscana della mortalità infantile.
Dei tumori si è detto e scritto molto. Quando Il Tirreno pubblicò, anni fa, i dati sui morti per questo tipo di patologia, con numeri incredibili soprattutto su Pietrasanta e Camaiore - che rendevano la Versilia la zona con il tasso di mortalità più alto in Toscana - le reazioni furono opposte. Da un lato c’era lo sconcerto dei cittadini, preoccupati per queste cifre e desiderosi di chiarimenti. Dall’altro c’era la volontà, da parte di alcuni esperti, di tranquillizzare la popolazione. Ma in alcuni casi questo lodevole tentativo si tramutò in gaffe evidenti. Come quella dell’ex assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia, che - nel corso di un’assemblea sulla sanità a Torre del Lago - disse che in Versilia si fumava troppo. Quasi come a giustificare numeri così inquietanti. L’approccio dell’Asl fu più serio: si decise di fare uno studio sulle possibili conseguenze del vecchio inceneritore del Pollino, aperto fino al 1988, con un’indagine su tremila casi di tumore in Versilia. Indagine di cui si aspettano ancora oggi con ansia i risultati.
Per quanto riguarda i suicidi, anche questo è un tema delicato e di attualità stretta. Poche settimane fa, tra Camaiore e Massarosa, in un giorno solo si sono tolti la vita in tre.
Anche sui suicidi non esistono spiegazioni definitive. Per quanto, secondo gli esperti, non si possa escludere un effetto imitazione, il cosiddetto effetto Werther - dal capolavoro di Wolfgang Goethe che è un classico della letteratura - anche tramite i mezzi di comunicazione.
Questi record, uniti a quelli altrettanto sgradevoli sulla malattie cardiovascolari e sulla mortalità infantile, rendono la Versilia la zona della Toscana dove il numero di anni potenziali di vita persi è il più alto. In parole povere, si vive di meno rispetto all’aspettativa classica di vita.
Per fortuna, in questo panorama il Sant’Anna registra anche dati positivi.
Uno di questi riguarda proprio la cura dei tumori: il cosiddetto percorso oncologico, che misura una serie di parametri dalla diagnosi alle cure, è il migliore della Toscana. Merito di un reparto, quello del “Versilia” diretto dal dottor Domenico Amoroso e composto da professionisti di ottimo livello. In generale l’ospedale viene promosso per qualità ed efficienza dei servizi. Buona la valutazione anche di altri settori, come ad esempio le donazioni di organi - che vedono la Versilia al top della Toscana - e il sistema delle trasfusioni.
Resta da migliorare, ma questa non è una novità, la questione delle liste d’attesa per visite specialistiche e esami diagnostici, problema cronico dell’Asl che sembra peggiorare sempre più. (m.t.)
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