Attenzione
L’incidente? Colpa del picchetto
Marco Boniardi, consulente del Comune, parla dello squarcio nella cisterna. «Questione di geometria»
VIAREGGIO. Una tavola di compensato, due bacchette a ricostruire i binari, un cilindro in cartone come cisterna, tutto in scala per permettere a chiunque di sperimentare, come le proprie mani, che la cisterna «appena è inclinata, appena appoggia su una rotaia, fa sì che diventi impossibile lo strisciare della stessa sul piano del ferro». Quel piano alla cui altezza si trova la zampa di lepre (un pezzo dello scambio) che - secondo Ferrovie, così come a detta dei periti del Gip, Dario Vangi e Riccardo Licciardello - ha causato lo squarcio nella cisterna ad un passo dalle case di via Ponchielli, la maledetta notte del 29 giugno 2009.
Marco Boniardi, ingegnere, professore ordinario di metallurgia al dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, esperto di incidenti ferroviari, è il consulente di Comune di Viareggio e Regione Toscana. Ad esaminarlo è l’avvocato Graziano Maffei (Comune), che lascia al suo testimone spazio per fare quello che sembra riuscirgli meglio: portare chi ascolta a “toccare” con mano pezzi e scenario.
Questione di geometria. Immagine dopo immagine la geometria torna prepotentemente padrona della scena e dei fenomeni che vi si sono sviluppati, portando alla morte di trentadue persone. Il picchetto di regolazione delle curve che per Polfer, Procura di Lucca, consulente della Procura, Paolo Toni, consulente della Provincia, Fabrizio D’Errico, consulenti di Trenitalia, ha squarciato la cisterna «è l’unico elemento che spunta dal piano del ferro», dichiara deciso Boniardi. Che aggiunge: «E sottolineo unico». Picchetto che «spunta 50 millimetri dal piano del ferro», ma «sul binario leggermente inclinato, perché lì curva, spunta in realtà di qualche decina di centimetri».
E la zampa di lepre? «Rispetto al piano del ferro è sullo stesso livello - risponde il consulente -. Anzi, ci sono dei punti che si trovano anche al di sotto del piano del ferro. Comunque: la zampa è alla stessa altezza delle rotaie e a fianco al cuore del deviatoio, solidale con essa» Così che «il primo punto di impatto non potrà mai essere attinto dalla zampa di lepre che è alla stessa altezza del piano del ferro. È un’evidenza geometrica». Inoltre, l’oggetto entrato nella cisterna «doveva stare 67 millimetri più in alto rispetto al piano del ferro. Come dimostrato dai conti della polizia scientifica».
Ferrovie nell’angolo. Soffia, sull’intera vicenda giudiziaria post indagini, il vento della ineluttabilità ogni volta che si toccano le responsabilità di Ferrovie in materia di sicurezza del trasporto e della rete in relazione al disastro ferroviario di Viareggio. Ma Direzione per le investigazioni ferroviarie (ministero) e Agenzia per la sicurezza ferroviaria hanno da tempo messo Fs nell’angolo: picchetti e altri elementi lungo la rete che possano squarciare una cisterna vanno rimossi. Ed ora - nelle parole di Marco Boniardi - è un angolo a mettere in difficoltà Fs. «Troppa gente ha preso abbagli sull’angolo di impatto», dice il professore: «Angolo di ingresso e di uscita sono uguali. L'angolo cambia tra l’inizio e la fine dello squarcio. È necessario che l'oggetto che sta impattando la cisterna venga progressivamente abbattuto perché questo accada. E la zampa di lepre è bloccata al suolo, saldamente vincolata al cuore del deviatoio. Per cui il picchetto è l’unico oggetto che può allontanarsi dalla cisterna durante l'impatto». E non è finita. «Due oggetti che strusciano l'uno contro l'altro - è un’altra delle evidenze portate da Boniardi - debbono lasciare linee orientate nello stesso modo». Invece, nel raffronto zampa di lepre e “ricciolo” prodotto dal taglio le linee sono orizzontali sulla zampa e verticali sul ricciolo...
La scena del crimine. Senza contare la scena del delitto: «Se la cisterna fosse stata squarciata dalla zampa di lepre - argomenta Boniardi - avrebbe rilasciato una “strisciata” persistente di Gpl lungo il percorso fino al suo punto finale di quiete». Il Gpl avrebbe preso fuoco ed i segni dell’incendio sarebbero evidenti. Ed invece, le foto mostrano erba verde mai toccata nemmeno da una fiammella...
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