Il Tirreno

Versilia

Il deragliamento può essere evitato

La casistica internazionale ed i provvedimenti che sono stati già adottati

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VIAREGGIO. I treni deragliano? Sì. Il disastro ferroviario di Viareggio deve essere considerato evento tanto imprevedibile quanto unico? No. Le risposte di Marco Boniardi, consulente di parte civile (Comune di Viareggio e Regione Toscana), professore del Politecnico di Milano sono nette. Perché costruite su un’infinita casistica tra Italia e resto del mondo. Ed ecco, in aula, la storia dell’incidente ferroviario del 21 febbraio 2003 a Melrose, Ontario. A causare il deragliamento dei carricisterna carichi di Gpl che è poi uscito e si è incendiato - così ricorda Boniardi - fu la rottura del fusello dell’assile.

Lo chiamano il miracolo di Mississauga in Canada: era il 10 novembre 1979 quando deragliò un treno merci composto da 106 carricisterna carichi di sostanze pericolose. Che rilasciarono propano, stirene, toluene, soda caustica e cloro che causarono esplosioni, incendi ed una maxi nube di cloro. Ventimila persone furono evacuate per una settimana. «Si tratta di un caso - ha detto Boniardi in aula - diventato simbolo, perché ha messo in evidenza tutti i potenziali problemi che derivano da un deragliamento».

Riduzione della velocità e, dunque, sistemi antisvio che mandano il treno in frenatura, sono - Boniardi riporta autorevoli studi - i “rimedi” alle tragedie delle quali sono ricchi i binari di tutto il mondo. L’hanno capito in Svizzera, dove i carricisterna per il trasporto di oli minerali e prodotti chimici sono stati dotati di dispositivi antideragliamento. Mentre sulle nuove linee si cerca di evitare il più possibile l’impiego degli scambi, per ridurre al minimo il rischio deragliamento. Non è impossibile dunque, è la conclusione del professor Boniardi. Che richiama chiunque operi sui binari alle proprie responsabilità: rottura di un assile, ribaltamento dei carricisterna, perforazione delle cisterne: sono i tre elementi su cui agire, in quanto fenomeni sia prevedibili, sia evitabili.

Sempre che qualcuno, lungo i binari d’Italia, voglia imitare il Canada. Che, a due anni dal deragliamento di Lac Megantic (6 luglio 2013), che provocò 47 morti ha completato l’adozione di misure innovative per evitare che simili tragedie si ripetano. (d.f.)

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