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Anche Valpromaro dice addio alle poste

Anche Valpromaro dice addio alle poste

Dopo mesi di sospensione, l’azienda ha deciso di chiudere definitivamente l’ufficio a settembre

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CAMAIORE. Non c’è pace per gli uffici postali del Comune di Camaiore. Poste Italiane ha confermato, con una lettera indirizzata al sindaco Alessandro Del Dotto, l'intenzione di procedere alla chiusura del’ufficio di Valpromaro il 7 settembre prossimo.

Un pericolo che sembrava sventato nel maggio scorso dopo numerose polemiche e proteste a cui era seguito un ricorso al Tar.

La struttura fa parte del piano di razionalizzazione del servizio che era stato sospeso pochi mesi fa e attivato di nuovonegli ultimi giorni. Lunedì prossimo il Comune di Camaiore parteciperà a una riunione convocata dalla Regione Toscana nella quale verrà illustrato il piano di Poste Italiane e le contromisure da attuare.

“Sapevamo che con la sospensione avevamo ottenuto la più classica vittoria di Pirro - ha dichiarato Del Dotto - per questo non abbiamo abbassato la guardia e abbiamo la più ferma intenzione di proseguire sulla strada intrapresa a difesa dell’Ufficio Postale e della comunità che serve. Ora riprenderemo immediatamente le iniziative giudiziarie presso il Tar, per ottenere la sospensione del provvedimento e ci coordineremo con sindacati e comitati cittadini locali perché, data la peculiarità della situazione di Valpromaro, decisamente diversa da quelle di altri comuni, non intendiamo rinunciare a un canale di confronto con la direzione di Poste per trovare una strada che lasci, sul delicato contesto collinare, il punto di riferimento e di servizio di coloro che abitano in quelle zone e che non possono avere meno diritti e meno servizi del resto dei cittadini».

Una piaga per il territorio camaiorese perché a rischio c’è anche l’ufficio postale della vicina frazione di Nocchi: il 24 giugno scorso era arrivata un’altra lettera a Del Dotto in cui le Poste dichiaravano la propria intenzione a chiudere anche quella sede perché non abbastanza redditizia.

Sembra però che l’opzione chiusura possa essere scongiurata, anche se ufficialmente la società di spedizione non ha tolto l’ufficio di Nocchi dalla lista nera. Il sindaco si era prodigato con la dirigenza di Poste per trovare una soluzione alternativa che potesse venire incontro alle esigenze di tagli della società senza togliere il servizio alla frazione.

Per quanto riguarda la situazione di Nocchi quindi si è tenuto ieri pomeriggio un incontro con la responsabile della sezione immobiliare dell’azienda, la dottoressa Dragone per prevedere lo spostamento dell’ufficio postale trovando un fondo per cui Poste possa pagare un affitto di 162 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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