Il Tirreno

Versilia

Lombardi: menzogne su di me

«Falsa e inaccettabile la ricostruzione sul divieto di balneazione del 2011»

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PIETRASANTA. Riemerge dal silenzio post-elettorale l’ex sindaco Domenico Lombardi e lo fa per fare chiarezza sugli strascichi relativi al mancato divieto di balneazione del 17 giugno scorso a Motrone. «Sono allibito: leggo di ricostruzioni fantasiose, accostamenti impropri, fandonie belle e buone. Non entro nel merito del provvedimento non firmato da Massimo Mallegni, ma al tempo stesso non ci sto a passare per quello che non sono. Mallegni e la sua lista per giustificare il loro ragionamento hanno affermato che il sottoscritto, nel 2011, si sarebbe comportato in modo analogo. È una falsità inaccettabile e quindi chi lo ha messo nero su bianco ne risponderà. Le analisi di Arpat relative al campionamento in mare del 5 settembre 2011 e che evidenziavano sforamenti dei parametri vennero inoltrate ai nostri uffici il 9 settembre in concomitanza con gli esiti delle seconde analisi che proponevano risultati tutti nella norma. Solamente per questo motivo decidemmo di non firmare l'ordinanza di divieto: un comportamento, il mio, rispettoso della legge e, come sempre fatto, della salute della tutela della salute delle persone. Stamani ho completato l'acquisizione dei vari documenti e ancora le tempistiche di comunicazione intercorse fra Arpat e uffici che confermano la legittimità del mio comportamento. Non entro nel merito di quanto deciso da Mallegni, altri sono già intervenuti sull'argomento e non spetta certo a me fare chiarezza. Di certo - ribadisce Lombardi - provo grande amarezza quando leggo parole che mistificano la realtà e che gettano ombre sul mio operato e quello della Giunta. E questo, lo ribadirò in ogni sede, non lo posso accettare: bisogna essere responsabili, seri e rispettosi quando si governa una città e quindi voglio essere lasciato in pace e non essere destinatario di menzogne contro la mia persona».

La chiosa di Lombardi è su un'altra missiva invelenita a firma di Mallegni. «Dice che ho fatto la corsa per accaparrarmi la locandina del giornale che titolava della sua sospensione? Da 5 anni a questa parte, dalla stessa edicola, mi faccio lasciare da parte le locandine del giornale, anche quelle che sparavano a zero contro la mia persona: le colleziono e non credo di fare niente di male. Certe accuse, false e pretestuose, si commentano da sole. Voglio essere semplicemente lasciato in pace».(l.b.)

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