La protesta
Le mille insidie della pista ciclabile di via del Secco
Rotatorie senza corsia preferenziale, incroci pericolosi e perfino pali in mezzo al percorso riservato alle bici
LIDO DI CAMAIORE. In attesa che la Regione Toscana decida o meno di dare il suo appoggio per la creazione di una pista ciclabile che collegherebbe la costa tirrenica da Marina di Carrara a Capalbio, abbiamo deciso di prendere in esame le svariate ciclovie presenti a Lido di Camaiore, una delle mete più battute dai amanti delle bici che passano dalla Versilia.
Le ciclabili lidesi continuano a portare con sé molte problematiche strutturali legate alla sicurezza. Ne sono un chiaro esempio i tratti sorti negli ultimi anni su viale Kennedy e via del Secco, che si portano in dote parecchie magagne fin dal momento della loro progettazione.
Un inconveniente non da poco se si pensa che queste due piste vanno a raccordarsi proprio con il tratto camaiorese della possibile futura “Francigena del mare”.
Gli interrogativi maggiori sorgono proprio nei raccordi tra i vari spezzoni. Prendiamo come esempio la ciclabile di via del Secco, che proprio in questi giorni compie un anno di vita, e percorriamola da monti a mare.
L’attraversamento della rotonda all’incrocio con via Trieste e il poco più avanzato improvviso cambio di corsia della stessa pista da sinistra a destra creano non pochi rischi per i ciclopedoni.
Un problema per altro già dibattuto in fase di progettazione, che si unisce a quello dei tanti incroci a raso che sboccano proprio sulla corsia per biciclette. Ben strutturato invece il raccordo con la ciclabile del viale a mare: un semaforo regola l’attraversamento pedonale e ciclabile in maniera ordinata e sicura.
Lo stesso non si può dire per la pista di viale Kennedy, che già dal tratto collegato al lungomare offre non pochi spunti di discussione: oltre ad un rischiosissimo cambio di corsia, sorgono addirittura alcuni pali della luce (benché segnalati) nel bel mezzo della pista, in prossimità di incroci.Un inghippo quasi comico che rimane tutt’ora irrisolto e inspiegabile.
Altra falla è relativa alla possibilità per i cicli di immettersi sulla via Aurelia: la segnaletica porta i cicloamatori fino alla rotatoria per poi abbandonarli al bordo.
La speranza è che i futuri interventi sulla sicurezza che interesseranno la zona (e che il sindaco Del Dotto ha curato nel dettaglio negli scorsi mesi direttamente con Anpas) possano davvero portare ad una soluzione che permetta alle biciclette di attraversare in piena tranquillità la strada ed eventualmente raggiungere il vicino Ospedale Unico.
«I problemi delle ciclabili di Lido sono rimasti inalterati dall’anno scorso a oggi – dice Mario Andreozzi, presidente di BiciAmici Viareggio - Nella fattispecie, i collegamenti, erano e rimangono poco sicuri». Un problema che, secondo Andreozzi, deriva anche da qualche problema di comunicazione tra l’amministrazione e le associazioni, come BiciAmici che si occupano delle esigenze degli utenti: «Purtroppo – spiega – ad oggi non è così semplice stabilire un dialogo produttivo con chi governa Camaiore su questi temi. Come da ogni altra parte del mondo, per privilegiare altre categorie come commercianti o residenti non si tiene di conto del parere di chi fa uso di certe strutture pubbliche, una tra tutte le ciclabili».
Andreozzi promuove comunque (e quasi a pieni voti) il tratto che attraversa il lungomare di Lido: «A parte gli innumerevoli attraversamenti della pista che non hanno seguito sulla strada, la ciclabile del lungomare va complessivamente bene: è spaziosa e sicura rispetto ad altre presenti in zona».
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