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Divieti di balneazione stop alle diatribe politiche
PIETRASANTA. Partito democratico e centro-sinistra rilanciano. «Sulla mancata ordinanza da parte del sindaco di firmare il divieto di balneazione, a Motrone, nonostante le comunicazioni di Arpat...
PIETRASANTA. Partito democratico e centro-sinistra rilanciano. «Sulla mancata ordinanza da parte del sindaco di firmare il divieto di balneazione, a Motrone, nonostante le comunicazioni di Arpat sullo sforamento dei parametri, sarà la Procura ad appurare eventuali responsabilità: l’esposto verrà presentato in settimana» ribadisce il capogruppo del Partito democratico Rossano Forassiepi. Nel frattempo albergatori e balneari intervengono sul caso.
«A noi non interessa la diatriba politica: sono quattro anni - affermano gli operatori turistici - che gli enti preposti, Comune, Regione e via dicendo promettono di intervenire sul problema dell’inquinamento senza ottenere riscontri. I divieti di balneazione vengono emessi quando a seguito di forti temporali alcuni valori - si legge in una nota a firma di Corrado Lazzotti e Francesco Verona - sballano per poche ore, e notoriamente durante i temporali i turisti non sono a fare il bagno. Il sistema di rilevazione è fallace, tanto che quando arriva il divieto il problema nella maggior parte dei casi si è già risolto. Le nostre acque sono sicure e pulite, gli sporadici episodi con modesti sforamenti non sono certo allarmanti, tenuto conto anche che i valori limite sono tra i più bassi del mondo . Proprio per questo è importante capire l’entità dello sforamento per emettere o non emettere i divieti. Non c’è alcun fondamento, nella notizia che sarebbe stata messa in pericolo la salute dei cittadini - come affermato dai referenti della coalizione di centro-sinistra - con il mancato divieto: parole che fanno parte di una vecchia politica fine a se stessa e non a favore della comunità, dei posti di lavoro e delle imprese del territorio e creano irreparabili danni».
Ma il Pd come detto, non arretra sulla questione: «Non ci sono scuse, il sindaco appena viene messo a conoscenza dei risultati deve emettere l’ordinanza per tutelare la salute dei cittadini, non c’è alcuna ” trattativa” da aprire con Arpat o con qualcun altro, e lo sforamento dei limiti massimi consentiti non è un dato da valutare alla meno peggio, ma la precisa indicazione di un pericolo che corre chi fa il bagno e non viene avvisato. Dunque il sindaco sapeva e non ha fatto il suo dovere, e probabilmente sapeva anche qualcun altro - mentre “l’informatissimo” vice Daniele Mazzoni non era a conoscenza - e ora con grande coraggio cercano di addossare la responsabilità agli uffici o al sindaco precedente».(l.b.)
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