Gioco
Comune in fibrillazione per i divieti di balneazione
L’ufficio ambiente sostiene la regolarità della procedura adottata ma il Pd va avanti e presenta un esposto alla procura della Repubblica
PIETRASANTA. Doveva o non doveva emettere l’ordinanza di divieto di balneazione il sindaco Massimo Mallegni dopo che Arpat aveva comunicato lo sforamento dei parametri di legge a Motrone lo scorso giugno? Per l’ufficio ambiente comunale la procedura adottata dal primo cittadino è legittima, per il centrosinistra la violazione è palese tanto che in settimana verrà presentato un esposto, sulla questione, alla Procura. «A seguito della comunicazione relativa alla non conformità del campione di acque di balneazione del punto conoscitivo “100 metri a nord della Foce Fosso Motrone” - con esame effettuato il 15 giugno - questa amministrazione si è adoperata per la conseguente emanazione dell’ordinanza di divieto – scrive in una lettera inviata ad Arpat il 22 giugno il responsabile dell’ufficio Giuliano Guicciardi - ai fini del perfezionamento dell’atto sono pertanto stati richiesti i valori di sforamento. Sempre il 17 giugno Arpat ha provveduto a ripetere il campionamento delle acque con esiti favorevoli alla balneazione, come informalmente comunicato il giorno successivo. Essendo i valori conformi, l'ordinanza non è stata emanata».
Dunque, a detta di Guicciardi e dell’ufficio ambiente, non c’è stato, o non ci sarebbe stato, il mancato rispetto delle norme. «Prendiamo atto delle parole del funzionario, ma per quanto ci riguarda restiamo convinti della gravità del fatto: esporremo il tutto a chi di dovere» replica il capogruppo del Pd Rossano Forassiepi.
«Il 15 giugno – incalza a sua volta in una nota Pietrasanta prima di tutto - i punti di campionamento ufficiali in mare avevano i dati perfettamente nella norma, mentre lo sforamento era di modestissima entità. La storia degli esiti delle analisi agli atti d’ufficio nonché l’esperienza sull’influenza delle condizioni climatiche sui campioni, ha portato a ritenere fondatamente che fossero venute meno le condizioni che motivavano l’emissione di un’ordinanza. Dopo poche ore, la comunicazione di Arpat dell’esito favorevole delle nuove analisi del 17 giugno comportava l'archiviazione dell’istruttoria avviata. Tale procedura era sostanzialmente già stata adottata nel settembre 2011 dall’ex sindaco Domenico Lombardi in analoga situazione».
Come a dire, sostengono dal centrodestra, perché firmare un’ordinanza di divieto quando i valori erano tornati normali? «Né il sindaco Mallegni né la sua giunta, né gli uffici comunali hanno esposto e mai esporranno alcun cittadino a rischi per la salute. Vi dovete vergognare – prosegue Pietrasanta prima di tutto rivolgendosi al centrosinistra - siete disinteressati alla verità, all’interesse collettivo, ai problemi della gente seria che lavora e che mantiene le proprie famiglie. Il caso in questione è legato alla balneazione, problema annoso e serio, gestito dalla precedente giunta con i piedi, come quasi tutti i temi degli ultimi cinque anni. In questo caso però le azioni di Mallegni e Lombardi sono state identiche e supportate da atti formali che il buon “perdente” Forassiepi, forse già sapeva, ma la sua malafede intellettuale non gli ha consentito di dire la verità e acquisire anche gli altri due atti e non solo quello che gli avrebbe permesso di “sputtanare” il sindaco».
Toni duri e inveleniti per una querelle su cui, a questo punto, sarà chiamata a fare chiarezza la Procura.
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