La protesta
Veronesi: non attendibile il bilancio del Pucciniano
Bufera sui conti e sul palcoscenico. Il presidente insedia il consiglio di indirizzo, contesta gli atti della Mazza e annuncia «tagli alle produzioni incongruenti»
TORRE DEL LAGO. La tempesta sul palcoscenico e quella nei conti del Festival per il presidente appena insediato. Alberto Veronesi ieri ha insediato il consiglio di indirizzo dopo aver toccato con mano, nella mattinata, i danni provocati dalla bufera del tardo pomeriggio di venerdì. «Abbiamo dato il via - spiega al “Tirreno” - ad una revisione del bilancio approvato (ultimo atto della presidente Adalgisa Mazza e del suo Cda, ndr) che è non attendibile». Veronesi, che della Fondazione è stato direttore artistico fino all’avvento della presidenza Mazza (ed ha un causa in corso con la Fondazione), non usa giri di parole: «Non è solo la questione del bilancio. Le scelte artistiche per la stagione 2015 denotano grane incongruenza tra costi e qualità. Lo dico chiaro e forte». Così alcune opere saranno ridimensionate: «Ci saranno da fare dei tagli - continua il neo presidente - senza però arrivare a restituire i biglietti». Tra le ipotesi, perché ciò non avvenga, anche quella di «spostare alcune produzioni dal palco grande a quello piccolo».
Ancora in tema di conti, alla domanda su quale abbia avuto il direttore generale Franco Moretti mentre il bilancio «non attendibile» veniva messo a punto e poi approvato, Veronesi risponde: «Non credo che il direttore generale fosse coinvolto come richiederebbe il corretto funzionamento di tutta l’organizzazione».
Questo per il futuro imminente della stagione lirica che va ad inaugurarsi il 24 luglio. Ma Veronesi ha portato nel consiglio di indirizzo (uno dei membri è Umberto Donati, direttore della Fondazione Italia-Giappone) una serie di progetti che guardano ad Oriente, a cominciare da quello «di una università Puccini che abbia valenza curriculare. Uno o due corsi pilota si possono anche tenere nel teatro - continua Veronesi -. Poi potranno essere utilizzati gli spazi di Villa Caproni».Chiusa da tempo, ha bisogno di lavori di messa a norma e restauro: «Abbiamo già fatto un passaggio con Arcus, anche se non in veste ufficiale, e ci sarebbero spazi per un finanziamento». Tra le idee del nuovo presidente, quella di iniziative che pongano la Fondazione «come centro culturale di riferimento per la Cina, con proposte che attraggano questo mondo in forte crescita, andando incontro ai loro gusti». Ed ecco spuntare anche un «museo della moda» in riva al lago «che coinvolga i grandi stilisti».
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