Gioco
Tre cordate locali pronte a correre per la Viareggio porto
Si sommano alla società dell’imprenditore svizzero che ha avanzato la proposta per il piano concordatario
VIAREGGIO. Tre cordate messe insieme da chi opera nel mondo della nautica, pronte a contendersi la Viareggio Porto quando la società - nel percorso fissato dalla procedura concordataria - andrà ad evidenza pubblica. È la novità di mezza estate, per bocca di Pasquale Sgrò dell’omonimo studio che per la nautica viareggina cura gran parte delle procedure in materia di sicurezza. Cordate composte da imprenditori che hanno anche la liquidità necessaria per giocarsi la partita sulla base del proposta di concordato depositata sul tavolo del giudice Giacomo Lucente: 4.483.000 euro per il piano concordatario che vede una sola offerta, quella della stessa società che si è fatta avanti, ormai da tempo, per l’acquisto - poi saltato - dello stabilimento balneare “Balena”. E che, a detta dei rappresentanti della cooperativa dei diportisti della Madonnina, al momento di interessarsi alla Viareggio Porto avrebbe voluto nel “pacchetto” anche il Centro congressi. E non solo questo: perché l’interesse all’acquisto, così è stato detto chiaramente, si fa più forte se vi sono concrete possibilità di ampliamento dell’approdo.
«Un imprenditore viareggino che si faccia avanti - è la riflessione di Pasquale Sgrò - ci mette anche la faccia…». Come a dire che l’interesse non può che essere tanto motivato quanto forte se le cordate in corsa sono composte da gente che fonda il proprio prestigio imprenditoriale sulla stessa Darsena nella quale insiste anche la Viareggio Porto, oggi interamente pubblica.
Prossimo appuntamento, quello con l’adunanza dei creditori che il giudice Lucente ha già dichiarato di voler convocare in fretta, tra fine settembre ed ottobre. Starà ai creditori dare o negare il benestare alla proposta di piano concordatario. Se sarà via libera la Viareggio Porto andrà all’asta. In caso contrario si aprono le porte del fallimento, sulla base dell’istanza presentata dalla “Dinelli costruzioni”, azienda che a sua volta è in stato di concordato.
Il futuro dl porto. Sullo sfondo della vicenda si staglia il nuovo progetto di porto a Ponente, firmato dall’architetto Alessandro Rizzo e dall’ingegnere Stefano Maestrelli (ex presidente della Viareggio Porto con la Giunta Marcucci)Nei mesi scorsi a Livorno, in “casa” Azimut, si è tenuta la riunione alla quale hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del prestigioso cantiere, anche alcuni nomi della nautica viareggina: Codecasa, Overmarine, Perini. Sul tavolo il progetto di porto che si estende a Ponente: sessantotto milioni di lavori e dodici per le concessioni necessarie a realizzare - lato Passeggiata - un porto da 80-90 posti destinati ad imbarcazioni da 35-70 metri. L’opera “salva” il teatro Politeama, già oggetto di progetti di trasformazione e fa gola alla Passeggiata, presentandosi come la chiave per dare una svolta al sistema turistico-ricettivo-ricreativo di tutta città. Per realizzarla sarà necessario “mangiare” i primi tre stabilimenti balneari dal Molo verso il Margherita.
Il porto viareggino guarda alla redistribuzione degli spazi ormai da tempo. L’istituzione della Autorità portuale ha visto la cantieristica ed i suoi operatori porre fin da subito la necessità di rivedere un Piano regolatore portuale datato 2007 e mai applicato. I provvedimenti della Capitaneria e della stessa Authority che hanno fissato nuove regole per ormeggi e occupazione degli specchi acquei (più che mai necessari dopo l’inchiesta della Procura di Lucca che ha attraversato la Darsena come un uragano grazie al lavoro sul campo svolto dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca) hanno necessità di integrarsi con l’intero sistema delle regole portuali. E la stessa Viareggio Porto, per sfruttare a pieno le proprie potenzialità, ha la necessità di capire cosa ne sarà del vincolo posto dal ministero dell’ambiente - e diventato parte integrante del Piano regolatore portuale 2007 - sul Triangolino. Vincolo per cui non possono essere iniziati lavori di alcun tipo in quest’area fino a che non sia pronto il progetto della nuova viabilità. Considerando che il secondo lotto si è “piantato” in un campo a causa del contenzioso Fervet, prevedere quando si potrà anche solo immagina il terzo lotto sembra davvero utopia. Resta da capire se Comune e Regione abbiano la possibilità di fare un passo ufficiale verso il ministero dell’ambiente per superare l’impasse che crea un disvalore per la Viareggio Porto che pare oggi avere così tanti pretendenti.
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