Gioco
Pd e Sinistra: non faccia il martire il voto è stato falsato
«C’è stata una campagna abilmente orchestrata per farlo passare come vittima di persecuzioni giudiziarie»
PIETRASANTA. La missiva, con destinatario Massimo Mallegni, è senza sconti. «Chi è stato condannato, sia pure in primo grado, per violenza privata nei confronti di cinque dipendenti comunali, abuso d’ufficio e corruzione nell’esercizio delle funzioni non dovrebbe candidarsi per una carica pubblica come quella di sindaco». La firma in scia è quella del Pd e di Sinistra per Pietrasanta che da un lato rigettano l'idea di un Mallegni vittima («c'è una legge, è stata applicata come in altri casi, Mallegni faccia ricorso senza atteggiarsi a martire») e dall'altro ironizzano («diceva che avrebbe portato, dopo l’editto del pontile, Pietrasanta sulle reti televisive nazionali: in effetti c'è riuscito grazie alla sua sospensione») afferma Rossano Forassiepi, capogruppo del Pd che aggiunge d’intesa con Pietro Lazzerini di Sinistra per Pietrasanta: «Non vogliamo entrare nel merito della costituzionalità o meno della Severino, è una legge dello Stato e se c’è va applicata. Non ci siamo mai permessi di fare valutazioni, come hanno invece hanno fatto Mallegni e l’esimio avvocato Sandro Guerra con quest'ultimo che aveva ironizzato sulla nostra presunta “eccitazione”: si rivolga, come prevede la sua professione, al prefetto e ai giudici ed eviti inopportune valutazioni politiche. Mallegni - prosegue il centrosinistra - in campagna elettorale aveva taciuto accreditandosi come un innocente perseguitato dalla giustizia. La nostra coalizione, con la correttezza che ci contraddistingue, non aveva mai sollevato il problema della posizione di Mallegni, né fatto mai riferimento ai suoi precedenti giudiziari. È stato lui che ha tirato fuori questi argomenti con una nota alla stampa dichiarando la legittimità della sua eleggibilità con annessa diffida preventiva sempre ai giornali come ben sanno tutti i giornalisti non schierati preventivamente da una parte. Mallegni farà i ricorsi che riterrà necessari, ma rimane il fatto che a Pietrasanta abbiamo un sindaco neo eletto sospeso dalle sue funzioni dopo venti giorni dalle elezioni, e che in ogni caso dovrà affrontare un processo di secondo grado - ribadiscono Forassiepi e Lazzerini - per delitti commessi durante il suo precedente mandato amministrativo. E abbiamo avuto un voto sicuramente falsato da una campagna abilmente orchestrata che ha voluto farlo passare come vittima di persecuzioni giudiziarie da cui era uscito completamente immacolato. Nei prossimi giorni faremo tutte le valutazioni giuridiche del caso e ci confronteremo con l'attuale sindaco, Daniele Mazzoni, che di certo non è stato votato dai cittadini. A noi preme il bene di Pietrasanta, il resto non è di nostra competenza, ma dei tribunali». (l.b.)
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