Mare inquinato ma non è scattato il divieto di balneazione
Pd e Sinistra all’attacco contro Mallegni: «Ignorate le analisi fatte dall’Arpat il 15 giugno a Motrone messa a repentaglio la salute dei bagnanti, fatto gravissimo di cui dovrà risponderne a chi di dovere»
PIETRASANTA. «A Motrone, il 15 giugno scorso, i risultati delle analisi del mare sono risultati sfavorevoli. Nonostante questo il sindaco Massimo Mallegni non ha emesso, come prevede la legge, il divieto di balneazione conseguente. Ne risponderà a chi di dovere». La denuncia arriva dal centrosinistra e riapre un fronte, quello della balneazione-sicura, che da anni tiene ciclicamente in apprensione categorie economiche, cittadini e amministratori politici. Ma in questo caso le accuse, rilanciate da Pd e Sinistra per Pietrasanta mettono nel mirino l'operato del sindaco - oggi sospeso - Massimo Mallegni.
«Ha messo a repentaglio la salute di centinaia di persone, bambini e adulti che si sono tuffati in uno specchio d'acqua dove, al contrario, non si poteva minimamente accedere - accusano il capogruppo del Partito democratico Rossano Forassiepi e il consigliere Nicola Conti - è un fatto gravissimo e sarà nostra premura segnalarlo alle autorità preposte. In sostanza il 17 giugno scorso Mallegni, appena eletto sindaco, ha ricevuto una lettera di Arpat che lo avvisava dei risultati sfavorevoli delle analisi effettuate su un campione di acqua prelevato due giorni prima presso il punto denominato “100 metri nord foce fosso Motrone”. A quel punto Mallegni, senza alcun indugio, avrebbe dovuto emettere il divieto di balneazione nel tratto di mare interessato a tutela della salute pubblica (ai sensi dell’articolo 6 comma 4 del Decreto ministeriale del 30 marzo 2011), così come ha fatto il sindaco di Camaiore nello stesso giorno per la zona della fossa dell’Abate. A nulla valgono - proseguono Forassiepi e Conti - giustificazioni di sorta o considerazioni politiche, non si può attendere il risultato delle controanalisi, l’ordinanza per il sindaco è un obbligo a cui non può sottrarsi: non si gioca sulla salute dei cittadini».
Parole di condanna anche da Pietro Lazzerini, Sinistra per Pietrasanta. «La legge parla chiaro e va rispettata. Se Arpat segnala risultati sfavorevoli in un punto del mare, il tuo dovere di sindaco è quello di firmare, senza alcun indugio, un’ordinanza di divieto di balneazione. Come amministrazione ne abbiamo firmate, purtroppo, più di una, negli ultimi anni, andando incontro a critiche ed ironie, ma sempre tenendo ben presente che sulla salute delle persone non si scherza».
«Di questa informativa di Arpat - aggiunge Forassiepi - nessuno ha avuto la premura di informare l'opinione pubblica: le documentazioni erano blindatissime e poi hanno il coraggio di parlare di trasparenza. Alla fine, soltanto grazie a una richiesta di accesso agli atti siamo venuti a conoscenza dell’episodio. Mallegni, per mesi, ha pontificato sul ricorso all’acido peracetico: parole al vento, visto che alla prima prova dei fatti ha ignorato quanto indicato da Arpat non emettendo il divieto di balneazione. Se questa ricostruzione verrà confermata, sindaco ed eventuali assessori non potranno che dimettersi vista la gravità dell'episodio».
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