Il Tirreno

Versilia

Mallegni: il sindaco sono e rimango io

di Luca Basile
Mallegni: il sindaco sono e rimango io

«Non mi arrendo, incontrerò i cittadini anche a casa, governerò cinque anni in questa città è la seconda volta in cui la democrazia viene sospesa»

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PIETRASANTA. «Ero e resto il sindaco eletto di Pietrasanta: incontrerò i cittadini anche a casa, se non possono venire a trovarmi, sempre nel rispetto della legge. Detto questo è evidente il danno alla mia persona e alla comunità». C’è chi applaude, chi si commuove, chi si arrabbia e chi ancora si alza in piedi: Massimo Mallegni parla in una sala consiliare assediata dalla calura e da tutti coloro che , nel sindaco oggi sospeso dalla legge Severino, continuano a credere a prescindere. E così ieri mattina, in municipio, Mallegni c’è tornato da comune cittadino («non penso che possano impedirmelo») per raccontare il suo pensiero dopo lo sfratto, dalla poltrona più importante di palazzo, firmato due giorni fa dal prefetto.

Democrazia sospesa. «Siamo in un paese strano nel quale un presidente del consiglio dei ministri governa senza essere eletto e dove un sindaco eletto viene sospeso da quel governo non eletto dai cittadini. Il dato politico – sono state le prime parole di Mallegni - è una città che per due volte vede la democrazia sospesa. La prima il 31 gennaio 2006 quando sono stato preso da casa, davanti ai miei figli e portato in carcere per 39 giorni e poi ai domiciliari per 117 giorni. Oggi è successa la stessa identica cosa, con applicazione del tutto singolare della norma. I cittadini hanno votato con le idee chiare, ma il popolo non conta nulla, purtroppo».

L’abuso. «Il mio casellario giudiziario – insiste Mallegni - è candido. La sospensione del prefetto si lega a una condanna, per un reato minore, abuso d’ufficio per intendersi quel maledetto cancello di via Duca della Vittoria, comunque già prescritto contro la quale avevamo presentato appello. Appello che è stato spostato di un anno dopo che l’udienza era stata fissata per il 30 giugno scorso. Qualcuno, ancora non sappiamo chi, ma il mio legale se ne sincererà, ha deciso che era meglio spostarlo al 17 giugno 2016 senza che nessuno di noi fosse avvisato. Uno più uno, a casa mia, fa due. Il 30 giugno si sarebbe dovuto celebrare l’appello che si sarebbe concluso con una prescrizione o un’assoluzione perché il fatto non sussiste: è la seconda volta che per uccidere Sansone colpiscono i filistei: la verità è che Sansone è vivo e vegeto e sta molto bene. Il prefetto di Lucca ha notificato un decreto-lampo: se le cose funzionassero come l’applicazione della giustizia nei confronti di Mallegni saremmo il primo paese al mondo».

Le “manine”. Mallegni lascia intendere che qualcuno, o qualcosa, si è innescato per impedirgli di continuare a fare il sindaco. Chi o cosa, però, non lo dice. «Sono l’esempio vivente che la giustizia funziona in Italia. Sono le manine, quelle che non si vedono, che non si riescono a controllare a determinare quello che è successo a me; la giustizia, amministrata da tutti i magistrati che ho incontrato, è sempre stata esercitata con rigore. Credo, invece, che chi ha incarichi importanti è bene che se ne occupi, e rispetti il popolo e le regole e si disinteressi di Mallegni. Sono stato strangolato per ciò che non ho fatto pagando con 13 anni di aule per difendermi da accuse infondate. Di certo non mi arrendo e governerò 5 anni: se ne faccia una ragione anche l'ex sindaco Lombardi che ieri mattina si è portato a casa la locandina del giornale con la notizia della mia sospensione».

Mazzoni. Toccherà al vice Daniele Mazzoni assolvere a tutte le funzioni di sindaco. «Questa sospensione è un grave colpo alla democrazia - dice - ma sia ben chiaro, Pietrasanta ha deciso: il nostro sindaco è Massimo Mallegni».

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