Il lutto
Contestate le accuse del sindaco «Una prova di forza che fa solo male»
TORRE DEL LAGO. Chiara Sacchetti, Paolo Annale, Riccardo Caruso, membri del consiglio di indirizzo delle Fondazione Festival Pucciniano che il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha sfiduciato e sostituito,...
TORRE DEL LAGO. Chiara Sacchetti, Paolo Annale, Riccardo Caruso, membri del consiglio di indirizzo delle Fondazione Festival Pucciniano che il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha sfiduciato e sostituito, dicono la loro. «Come membri del Consiglio di indirizzo, nominati nel 2013 dal sindaco Leonardo Betti e riconfermati nel 2015 dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, abbiamo attivamente partecipato alla stesura del nuovo statuto della Fondazione. E, dunque, conosciamo bene i poteri del sindaco, compresi quelli di revoca dei consiglieri “per giusta causa. Siamo, però, costretti ad intervenire per fatto personale, essendosi il neo-sindaco Giorgio Del Ghingaro non limitato a esercitare tali poteri, ma a darne giustificazioni lesive della nostra onorabilità personale».
Le dichiarazioni che gli ex consiglieri contestano sono quelle del sindaco che fa riferimento a "terrorismo mediatico, dichiarazioni avventate e comportamenti non consoni". Questa la “giusta causa” della revoca. «Forse - continua il comunicato - dire in una lettera garbata rivolta a lui e all'assessore alla cultura e mai inviata alla stampa, che dopo dieci giorni e oltre di vacanza del Cda e del presidente, il Festival alle porte sarebbe stato a rischio è "una dichiarazione avventata" o un "comportamento non consono"? Oppure non doveva la presidente Mazza (nella foto) reagire alla revoca, neppure dicendo la verità, e cioè che il neo sindaco ha doti di straordinario attore? Nel nostro caso, sindaco, il suo pungo di ferro è stato più coerente: mai ci ha incontrato (pur avendolo noi richiesto nella suddetta lettera), mai ci ha stretto la mano e ringraziato per il lavoro (gratuito) svolto per conto della Fondazione, come vorrebbe il galateo istituzionale, anche nelle pur legittime sostituzioni. Ci ha mandato un messo comunale a casa (come ha fatto per i membri del Cda) con le motivazioni, tra cui spicca appunto la mancanza di fiducia "sulle capacità del nominato". Ha ragione signor sindaco: lei non conosce i nostri “curricula”, né le nostre capacità. Non sa niente del lavoro trasparente svolto nella Fondazione . Sa del nostro comportamento “non consono”, sa che non facevamo parte delle numerose liste che lo hanno appoggiato, sa che, pur nello scambio di opinioni, abbiamo sostenuto il progetto di rinnovamento della presidente Adalgisa Mazza, altro elemento non di suo gradimento».
Detto tutto ciò, «non era però necessario cercare di infangare la nostra azione nel Festival: il messo comunale con la revoca inviata a casa a venti giorni dall'inizio della manifestazione bastava per rendere l'idea del suo stile e del suo garbo. Le “eccellenze” che ha scelto hanno in gran parte già partecipato a vario titolo alla gestione del Festival e solo chi non applica il buon senso può credere che non siano costrette a realizzare, per quest'anno, il Festival che è già stato programmato: nelle date, nei titoli, nei cast, nei contratti che non potranno essere revocati, se non a patto di forti penali. Il suo pugno di ferro non potrà camuffare la realtà: il Festival sta per cominciare e la sostituzione di tutti gli organismi i primi di luglio è stato solo un atto di forza politica. La invitiamo, d'ora di in poi, ad esprimersi in maniera più corretta verso gente che non conosce, che vive e lavora a Viareggio, la città che lei ha scelto di amministrare, e che non risulta avere carichi penali in corso».
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