Sicurezza
Morti al rally, nel processo anche Balestrero e Zurich
Le parti civili citano la scuderia lucchese e la compagnia assicurativa Nell’incidente persero la vita i piloti versiliesi Valerio Catelani e Daniela Bertoneri
LUCCA. Nessuno dei dodici indagati sceglie il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare Silvia Mugnaini. Il rinvio è quindi scontato.
Se ne riparlerà martedì 6 ottobre. L’unico elemento di novità nell’inchiesta sulla tragedia del quarantasettesimo rally Città di Lucca costata la vita a pilota e navigatore è rappresentato dalla richiesta delle parti civili, autorizzate dal giudice, alla citazione dei presunti responsabili civili: la Scuderia Balestrero, organizzatrice dello storico rally che quest’anno compie mezzo secolo, e la compagnia Zurich che copriva le spese assicurative dell’evento in caso di incidenti.
Una fattispecie giuridica prevista dall’articolo 2049 del codice civile per i danni causati, in ipotesi accusatoria, dalle condotte degli imputati.
I fatti. Il 22 luglio saranno tre anni dalla tragica notte che costò la vita al pilota Valerio Catelani, 38 anni, di Massa e alla navigatrice Daniela Bertoneri, 35 anni, di Seravezza. E considerando i tempi della giustizia tra rinvio a giudizio e processo di primo grado probabilmente trascorreranno altri 24-36 mesi prima di un pronunciamento di merito. Per la procura - l’inchiesta è stata condotta in maniera scrupolosa e certosina dal sostituto procuratore Elena Leone - l’equipaggio della della Peugeot 207 Super morì per asfissia dal fumo tossico sprigionatosi nell’abitacolo due minuti e mezzo dopo l’uscita di strada nella quarta prova speciale del rally a S. Ilario di Brancoli. Per gli investigatori - fondamentale l’apporto della polstrada e dell’ultimo consulente tecnico del pm - pilota e navigatore potevano essere salvati se fossero stati subito soccorsi da alcuni equipaggi che seguivano la vettura. Non solo. Per gli inquirenti anche il responsabile della sicurezza e le macchine apripista con i numeri 0, 00 e 000 nel corso del loro giro di ricognizione avrebbero omesso di segnalare l’abbattimento del muro di cemento a presidio della curva da cui uscì di strada la Peugeot di Catalani-Bertoneri che non furono informati della modifica dei luoghi. Così quando impostarono la curva sbagliarono la manovra che causò il sinistro rivelatosi poi fatale.
I capi d’imputazione. Per omissione di soccorso sono indagati gli equipaggi composti da Giuseppe Iacomini e Davide Cozzani (Lerici e La Spezia), Iacopo Giannecchini e Federico Mazzanti (Massarosa e Gallicano) e David Castiglioni (Porcari). Per omicidio colposo sono indagati il lucchese Mauro Scarpellini (responsabile della sicurezza) e gli equipaggi apripista con i lucchesi Luca Gelli, Massimo Simi, Luca Ciucci e Gianluca Simonetti, l’altopascese Bruno Togni e Danilo Meazzini di Arezzo.
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