Gioco
La linea dura del questore: «C’era stato un precedente»
La discoteca aveva già subito uno stop analogo, per tre giorni, nei mesi scorsi Tra gli elementi di valutazione il fatto che non sono state avvisate le forze dell’ordine
MARINA. Non è il primo episodio, quello che ha portato agli otto giorni di chiusura del Seven. A ricordalo è il questore di Lucca, Vincenzo Ciarambino: «Il locale era stato già destinatario di un provvedimento precedente, per una chiusura di sette giorni, in relazione ad un fatto analogo». Oggi i giorni sono diventati otto, in base a quello che il questore definisce «un principio di gradualità anche in relazione all’entità dei fatti. Ed indipendentemente alla responsabilità del gestore».
Nel caso della rissa scoppiata al Seven (prima dentro e poi fuori ricorda il questore), tra gli elementi di valutazione considerati per arrivare a decidere lo stop in piena stagione ha avuto un peso «anche il fatto che la polizia di Forte dei Marmi - spiega Ciarambino interpellato dal “Tirreno” - è stata informata dell’accaduto solo grazie alla telefonata di uno dei soggetti aggrediti». La Volante è dunque intervenuta sul posto perché avvisata dagli stessi protagonisti della vicenda: «È stato uno degli elementi di valutazione», anche se non quelle determinante o «decisivo per l’emissione del provvedimento», sottolinea il questore. Che aggiunge: «I locali devono fare la propria parte e tutti dobbiamo lavorare verso lo stesso obiettivo». Ed è questo il senso di una decisione che vede Ciarambino continuare la strada aperta da Claudio Cracovia, il suo predecessore, che non aveva lesinato questo tipo di provvedimenti, neppure quando si è trattato di intervenire sui locali più “blasonati” della Versilia.
«Non sono decisione che prendiamo a cuore leggero e ci tengo a ribadirlo», ci tiene a sottolineare il Questore facendo capire, però, che non è sua intenzione abbassare al guardia sulla movida versiliese. Tanto che alla domanda se dovessero arrivare ulteriori stop per gli stessi locali cosa accadrebbe, Ciarambino risponde: «Mi auguro che non ce ne sia bisogno. Se così non fosse, potrebbero arrivare ulteriori periodi di sospensione temporanea della licenza». E, a quel punto, starebbe alle singole amministrazioni comunali scegliere se e come intervenire per quanto di propria competenza in materia di esercizi pubblici. Fino ad arrivare al ritiro delle licenze, là dove ve ne fossero i presupposti, Così come annunciato, prima dell’inizio dell’estate, per esempio dal sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, alle prese con i difficili equilibri della movida in salsa lidese, tra le più gettonate dai giovani versiliesi e da quelli che qui vengono in vacanza.
Rimane, tra i problemi aperti in materia di divertimento notturno, quello dell’uniformità di orari per l’apertura dei locali chiesta dal Prefetto Giovanna Cagliostro già lo scorso anno al tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Nessuna risposta è mai arrivata, ed il Prefetto è tornato recentemente a rinnovare l’invito/richiesta. Annunciando anche un intervento di proprio pugno, sostitutivo del non fare dei Comuni. Ma la discussione pare rimasta un po’ “sospesa” nel niente...
Donatella Francesconi
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