Fanno gola le acque delle Apuane C’è un altro progetto di centrale
Lo hanno presentato due imprenditrici della Mediavalle: Maria Paola Milanesi e Monica Simoni L’impianto idroelettrico dovrebbe essere realizzato sul fosso di Picignana a Mulina di Stazzema
SERAVEZZA. A quanto pare i fiumi dell’Alta Versilia piacciono agli investitori dell’energia rinnovabile. Dopo le due centraline del Serra e del Vezza - che Enerproject Srl vorrebbe costruire, ma sono ancora al vaglio della Provincia - adesso spunta un altro progetto sempre sui torrenti che formano il fiume Versilia, a Stazzema. A presentarlo sono due imprenditrici della Mediavalle del Serchio. L’acqua da sempre è stata utilizzata, anche in queste terre, per muovere telai per segare il marmo o per le industrie dove si lavorava il ferro, come era all’Argentiera (Ruosina) o a Valventosa. Oggi, oltre ad essere diventata un’ottima fonte di energia rinnovabile, rappresenta un’occasione ghiotta. Grazie alla possibilità di rivendere l'energia prodotta all'Enel. Questa volta, oggetto dell’installazione di una micro centralina idroelettrica, che avrà una portata massima di 85 litri/secondo, è il Fosso di Picignana. Un fiumiciattolo che si immette nel canale che attraversa la frazione di Mulina, che poi si unisce al Vezza a Pontestazzemese. Le due signore, che ci assicurano non aver niente a che fare con gli imprenditori legati ai progetti del Serra e del Vezza (Enerproject), hanno fatto richiesta qualche giorno fa alla Provincia di Lucca per la concessione delle acqua superficiali. E sono pronte ad investire 600 mila euro. Che è il costo stimato per costruire l’impianto; avrà anche un'opera di presa dell'acqua a monte, e una tubazione di circa 1 km per un salto di 85 metri. E' stato valutato un tempo di 180 giorni di costruzione. Tuttavia il progetto andrà al vaglio del settore Difesa del Suolo della Provincia. Così come successo con i casi del Vezza e del Serra. E dopo che tutti gli enti interessanti (come comune di Stazzema, Parco Apuane e Unione dei Comuni) esprimeranno il proprio parere non vincolante, la Provincia avvierà le procedure per la Valutazione di Impatto Ambientale. Con la quale approverà la concessione delle acque, o casserà il progetto
«La produzione media annua stimata – ha fatto sapere il professionista che segue le signore Maria Paola Milanesi e Monica Simoni - si aggira intorno a 350'000 kw/h annui, pari coprire i consumi giornalieri di 90 famiglie».
In questi casi si parla di micro idroelettrico. E a Stazzema non sarebbe il primo. un altro è in funzione (oltre 1 milione e 600 mila kw annui) a Cardoso. Che dopo una travagliata restaurazione di Hydroversilia Srl (dopo l’Alluvione del ’96) è riuscito a tornare funzionante. «Sottolineo – ha fatto sapere il geometra di Milanesi e Simoni - che il sito è stato scelto per la lontananza dal centro abitato di della Frazione di Mulina, pertanto in fase di cantiere saranno ridotti al minimo i disagi sugli abitanti del Comune di Stazzema».
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