Gioco
Arriva il premio di produzione 1.556 euro ai lavoratori del marmo
Il Jobs act trasforma i contratti precari in definitivi ma la Cgil contesta la legge voluta da Renzi Cresce ancora l’esportazione del marmo ma non cresce l’occupazione: è ferma a 1.250 addetti
SERAVEZZA. Continua il trend positivo dell’esportazione all’estero del marmo bianco. Non è una novità, ma certe cifre possono far piacere. Le aziende del lapideo – del comparto apuoversiliese – fanno registrare un più 8 milioni di euro nel 2014 rispetto al precedente anno.
Nonostante ciò la Cgil della provincia di Lucca allerta che non ci sono ancora segnali di ripresa, in particolare nelle assuznioni. In particolare non aumentano i posti di lavoro: aandati a picco dal 2000, e oggi fermi a 1250 (contratti industria, per l’artigianato ci sono altre cifre) tra la Versilia e al Garfagnana.
E a quanto pare complice – o perlomeno incapace di dare una risposta – il “Jobs Act” di Renzi. Si tratta della riforma del diritto del lavoro attutata dal governo di Matteo Renzi, con diversi provvedimenti tra il 2014 e 2015. E che ha anche cancellato il famoso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Il nuovo regolamento dei contratti, come è noto, è stato contestatissimo dalla Cgil di Susanna Camusso.
«Il Jobs Act, da marzo 2015, anche da noi – spiega Leonardo Quadrelli, segretario provinciale della Fillea Cgil - non ha portato un posto di lavoro nuovo. Si registrano solo trasformazioni di contratti da precari a contratti tempo indeterminato a tutele crescenti approfittando delle agevolazioni di 8000 € annui per tre anni – denuncia la Cgil - e la possibilità di licenziare (purtroppo per i lavoratori) molto più facilmente. Ma di ripresa e di nuovi posti di lavoro non si vedono segnali».
Intanto una notizia positiva per il mondo del marmo c’è. Perlomeno per chi ancora un posto di lavoro ce l’ha. Ieri, presso la sede dell'Associazione Industriali, «è stato sottoscritto il verbale di accordo per la verifica annuale del premio di risultato per gli operai e per gli impiegati delle cave e laboratori di tutta la filiera produttiva del settore del marmo provincia di Lucca» ha fatto sapere Quadrelli.
Un accordo che porterà subito – entro il 10 luglio – nelle tasche dei dipendenti 473,13 euro, e altrettanti soldi entro il 10 novembre 2015. Il risultato totale del premio ammonta a mille e 556 euro, e 619,74 erano già stati anticipati in 6 rate bimestrali nel corso dell’anno 2014.
Il Premio è proprio legato all’aumento delle esportazioni, che tuttavia è trainato soprattutto dalle aziende di Massa Carrara, dove del resto si trova il gran numero delle cave.
«E’ stato raggiunto il premio per aver mantenuto il trend delle esportazioni in milioni di euro del distretto apuoversiliese rispetto al resto del mondo – ha spiegato Quadrelli – la situazione economica del comprensorio vede ancora un aumento delle esportazioni in valore che sono molto marcate nella provincia di Massa Carrara rispetto a quella di Lucca». La Fillea ha fornito anche i dati. Si tratta di 654.705.192 euro nel 2014 di marmo esportato, di cui 186.770.093 da materiali grezzi e 467.935.099 di lavorati. Mentre nel 2013 erano stati 646.032.589, e nel 2010 502.576.970 euro nel 2010.
«La situazione occupazionale del settore è stabile. L'emorragia che ha colpito il settore (circa 2000 erano gli addetti nel 2000 , 1650 nel 2005 e 1250 oggi) sì è solo arrestata nel 2014 e purtroppo non ci sono assolutamente segni di ripresa».
Infine, sempre grazie al contratto collettivo della provincia di Lucca, dal primo luglio ci sarà un aumento delle indennità per tutti gli operai addetti alla granulazione del marmo di €1,43 giornalieri; di €0,63 per le segherie granito e di €0,60 per tutti gli altri operai addetti alla produzione.
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