Il Tirreno

Versilia

Il ragazzino rom evita la condanna

di Corrado Benzio
Il ragazzino rom evita la condanna

Partecipò all’omicidio di Luana Mariani ma aveva solo 15 anni. I giudici decideranno se può andare in una comunità

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FORTE. Aveva solo 15 anni quando il colpo in via Viner, Vittoria Apuana, finì in tragedia. Per questo i giudici del Tribunale dei minori di Firenze si sono riservati non tanto la condanna, ma soprattutto la valutazione se il ragazzino rom può essere ammesso alla prova. Ovvero si valuterà, di qui al 13 luglio, se potrà evitare il processo vero e proprio e quindi l’inevitabile condanna, per essere inviato in qualche comunità di recupero.

Il ragazzino è uno dei tre protagonisti della rapina di Vittoria Apuana in cui morì soffocata Maria Luana Mariani, pensionata di 77 anni residente nella stradina della frazione fortemarmina.

Era il 4 aprile dello scorso anno quando avvenne la tragedia. Un pomeriggio in cui Forte viveva quei classici meriggi fuori stagione: strade e anche i bar pressochè deserti.

Doveva essere un colpo tranquillo, per portare via un po’ dell’oro e dei contanti che la donna teneva nella sua casa. Ma qualcosa, come si dice in gergo, andò molto storto. Il trio si dette alla fuga, la donna morì.

Per l’omicidio sono già stati condannati due rom. Uno si chiama Madalin Paul, ha 20 anni e dovrebbe trascorrerne altrettanti – questa è la misura della condanna – dietro le sbarre di un carcere. E’ lui l’autore materiale dei gesti che hanno portato la signora Luana alla morte.

L’altro imputato ha 33 anni, si chiama Manuel Raducanu ed è stato condannato a 17 anni.

C’è poi il ragazzino – di cui, per motivi di età, non è mai stato fatto nome e cognome – che rischia tanto. Lui è imputato in concorso in omicidio ed in rapina.

Ma è poco più che un ragazzino e allora i giudici si sono riservati questa decisione. Che forse non piacerà troppo all’opinione pubblica, ma è così. Ed in ogni caso, da parte dei giudici di Firenze, niente è stato deciso. Fra due settimane si saprà il destino di Ivan (nome di fantasia).

Una vicenda, quella del ragazzino rom che viveva in un campo abusivo fra Forte e Querceta, che riporta alla mente anche il caso Iacconi con i due minorenno che potrebbe avere pene lievi, tanto lievi da scatenare l’opinione pubblica.

Vicende molto delicate, con i giudici fiorentini investiti da decisioni molto complicate e dirimenti.

L’opinione pubblica fortemarmina sembra invece meno interessata all’altro filone di indagine. Quello che riguarda il pensionato fortemarmino che avrebbe dato informazioni alla nomade che ha guidato il commando. Informazioni sulle abitudini della signora Luana, che lui conosceva molto bene.

Un pensaionato che avrebbe conosciuto la nomade all’uscita dalla chiesa di Vittoria Apuana e si sarebbe fatto convincere ad assumerla come donna tuttofare. Nel senso che oltre alle pulizie della casa avrebbe soddisfatto le impellenti necessità sessuali dell’uomo. In cambio, secondo l’indagine, di informazioni sulla povera Luana.

Una vicenda intricatissima che l’avvocato Buratti segue come parte civile. Una vicenda giudiziaria che viaggia su tre filoni diversi di indagine. Che ha visto finora la Polizia di Forte e la Mobile di Lucca sempre in prima linea alla ricerca dei colpevoli di un delitto efferato. Anche se forse la violenza fino alle estreme conseguenze non era nelle intenzioni del nucleo di fuoco dei rom venuti da vicino.

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