Sicurezza
«La figlia di Mario ignorata dai Guidotti»
Francesca Servadio, ex compagna della vittima, si sfoga: «Dopo l’omicidio nessuno di famiglia si è fatto vivo con noi»
VIAREGGIO. «Mario non era quel mostro, quel brutto ceffo che in tanti hanno descritto. La sua morte è ingiusta: avrà avuto dei difetti, ma non si meritava certo di essere ucciso. E per suo fratello Nicola ora non riesco a provare niente, neanche la rabbia. Adesso l’unico mio pensiero è per mia figlia».
A una settimana dalla tragedia, non si placano le lacrime di Francesca Servadio, la cinquantenne ex compagna di Mario Guidotti, il ristoratore ucciso sabato 20 dal fratello Nicola con quattro colpi di pistola davanti al Mezzo Marinaio, il ristorante davanti al Palazzetto dello sport, nel cuore della Darsena, dove lavoravano entrambi.
Un delitto che ha sconvolto la Darsena e la città. Francesca, ex compagna e madre dell’unica figlia dell’ex calciatore non si si dà pace. Soffre e la soffrire il dolore della figlia, riamsta senza il padre per quel gesto assurdo dell’ex cognato. E c’è un altro aspetto che la ferisce. «Nessuno dei parenti di Mario ha chiamato mia figlia, da quando è successa la tragedia. Niente, neanche un messaggino. Il silenzio più totale. In fondo, nei momenti che hanno passato insieme, Nicola è stato anche un bravo zio per lei. Dopo i 4 colpi l’omicidio».
E la ragazza continua a piangere per il padre scomparso: «Per lei è stato un trauma enorme e ha scoperto quello che era successo in un modo terribile: era tranquillamente su Facebook quando ha visto un post del Tirreno. Non poteva crederci, è venuta da me in lacrime singhiozzando tremendamente. Non riusciva a trattenersi e non c’era modo di calmarla. Anche ora – racconta – è sotto choc. Non capisce come sia potuto succedere e come mai nessuno abbia preso il telefono per chiamarla».
La ragazza sarebbe dovuta arrivare con un aereo proprio questo mercoledì per passare le vacanze insieme al padre e agli amici. Il progetto andava oltre le vacanze: voleva rimanere nel nostro paese per terminare il liceo in Italia, proprio a Viareggio.
Dalle parole di FrancescaServadio trasuda disperazione. E’ seduta su una sedia e tiene in mano un fazzoletto e una copia del Tirreno di domenica 28, con le pagine dedicate all’omicidio.
«Mario e Nicola non sono mai andati d’accordo – lo ammette Francesca – è vero, ed erano sempre a litigare. In fondo succede a molti fratelli, ma arrivare addirittura a ucciderlo è una cosa fuori dal mondo. Sono sconvolta per mia figlia e anche per me: io e Mario avevamo un buon rapporto. Ci siamo lasciati quando la bimba era ancora piccola ma abbiamo gestito in maniera intelligente la nostra rottura. Nessuna tragedia, nessuna ritorsione. Lo abbiamo fatto per il bene di lei».
Il telefono di Francesca suona, ed è proprio sua figlia. Di colpo il tono di voce cambia e diventa rassicurante quando le dice che sta per tornare a casa: «Bisogna essere forti in questo momento, anche se è difficile. Ora aspetteremo tutte le autorizzazioni necessarie per spargere le ceneri di Mario in mare e poi andremo via. Non so ancora se partiremo per Velletri, dove c’è la mia famiglia, o torneremo nelle Antille».
La ex compagna di Mario Guidotti vive ai Caraibi insieme al suo nuovo uomo che in quel paradiso turistico gestisce un resort.
Rimanere a Viareggio per le imminenti vacanze proprio non si può ora. Soprattutto se il clan Guidotti non gradisce la loro presenza.Forse torneranno per il processo contro lo zio in cui la piccola Guidotti si costituirà parte civile assistita dall'avvocato Samira Abu Zead dello studio Belcastro di Roma.
E’ chiaro che i rapporti fra i Guidotti sono ormai chiusi.
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