Il Tirreno

Versilia

l’iter della giustizia

Le date e i nomi di questi sei anni

Le date e i nomi di questi sei anni

Dallo sconcerto dell’incidente probatorio al rinvio a giudizio

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Ritrovarsi qui, dove non si vorrebbe mai essere arrivati, è sempre una speranza...». Il cronista e Roberto Piagentini, il padre di Marco, il nonno che quella maledetta notte cercava i suoi nipotini dai capelli rossi, il suocero della loro mamma Stefania Maccioni, sulla soglia dell’aula del Polo fieristico di Lucca, dove si celebra il processo al deragliamento del treno carico di Gpl. Data di inizio il 13 novembre 2013.

Ed ancora, indietro con la memoria: 19 luglio 2012, conclusione dell’udienza preliminare, con il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, compresi manager e dirigenti di Ferrovie, chiamati a rispondere di omicidio, lesioni colpose, disastro ferroviario colposo e incendio colposo. Alla vigilia del terzo anniversario, lo stesso anno, la Procura di Lucca (guidata da Aldo Cicala) aveva chiuso le indagini grazie al lavoro immane della squadra Polfer (Angelo Laurino, Lorena Spina, Paolo Cremonesi, Massimo Bartoccini) fianco a fianco con i sostituti Procuratori Giuseppe Amodeoi e Salvatore Giannino che oggi, in aula, costituiscono la squadra di un “doppio” che più di mille parole è l’immagine di una giustizia che non si arrende.

Neppure di fronte ai periti di un giudice per le indagini preliminari – e siamo al 4 novembre 2011, conclusione dell’incidente probatorio - che di fronte ai familiari delle vittime si presentano senza uno straccio di calcoli allegati alla propria perizia. Con questo bagaglio viene contestata la consulenza fatta per la Procura dall’ingegnere Paolo Toni, un toscano che non molla l’osso e ad ogni udienza si presenta, saldo, in aula. (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web