Gioco
Spaccò la faccia ad un ragazzino al Croda 2011: condannato
Condanna a otto mesi con la condizionale e quattromila euro di provvisionale
VIAREGGIO. Otto mesi con la condizionale e quattromila euro di provvisionale: si è concluso così il processo a carico di Orfeo Junione Parenti accusato di lesioni gravi (con l’aggravante dei futili motivi) per il pugno sferrato ad un coetaneo la notte tra sabato 30 e domenica 31 luglio del 2011, sulla spiaggia dove si teneva il Croda, la festa sulla spiaggia che per dieci anni ha riempito di giovanissimi la Marina di Levante. La vittima, all’epoca dei fatti, era ancora minorenne. Ed oggi continua a fare i conti con l’esito di quel pugno che gli venne sferrato in pieno volto, come ricostruito in Tribunale.
Anche in quell’occasione - come si è visto tre anni dopo per l’omicidio Iacconi che vede altri giovanissimi imputati - l’aggressione fu scatenata da un motivo banalissimo. L’imputato (appena diciottenne) aveva litigato con la propria ragazza e l’aveva spintonata mentre ballavano, facendola cadere. Subito soccorsa dall’aggredito che, nel caos della festa, non aveva capito i motivi della caduta. È finita con una doppia frattura nella parte sinistra e nella parte centrale destra della mandibola, con strascichi importanti dal punto di vista medico che persistono.
L’avvocato Tiziano Nicoletti, difensore dell’imputato, ha messo bene in evidenza il clima dell’ultimo Croda, quando ormai la situazione generale della festa era degenerata, tanto da portare gli stessi organizzatori alla decisione di chiudere quell’esperienza. Un processo, quello celebrato davanti al giudice Gerardo Boragine, che è stato anche la fotografia di un clima collettivo che vedeva bande di adolescenti pronti a scontrarsi per niente tra fiumi di alcol prevalentemente portato da casa.
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