Gioco
Le ceneri di Mario verranno disperse nel «suo» mare
Nel pomeriggio di venerdì 26 giugno nessun funerale e la cremazione a Livorno. A piangerlo pochi amici e la figlia tornata dalle Antille
VIAREGGIO. Nessun funerale per Mario Guidotti. Non ci sono state infatti le cerimonie, le preghiere o la folla dietro al feretro ad accompagnarlo al cimitero. Eppure Mario era molto conosciuto in città, non solo nel mondo della ristorazione. Appena qualche amico è passato, senza troppe formalità, a salutarlo alla camera ardente dell’ospedale. Tanta commozione in un saluto di qualche minuto. Ma anche tanta solitudine.
I pochi conoscenti e i parenti che sono arrivati hanno dato un bacio veloce al carro che ha trasportato il corpo di Mario nel suo ultimo viaggio verso Livorno. È lì infatti che è stato cremato, come vuole il rito buddista.
Mario aveva abbracciato la religione orientale da qualche tempo: nella bara infatti, ad accompagnarlo, un libro di Osho, il mistico indiano di cui seguiva gli insegnamenti.
Le sue ceneri sono state riportate ieri sera alle onoranze funebri Ferrante e verranno gettate nel mare della sua Viareggio che l’ha visto morire a soli cinquantuno anni, freddato per mano del fratello con quattro colpi di pistola davanti al Mezzo Marinaio, il ristorante davanti al Palazzetto dello sport, nel cuore della Darsena, dove lavorava. Un gesto estremo scaturito dopo una lite nata forse per una questione di debiti.
La figlia di Mario ha preferito non entrare nella sala mortuaria: ha aspettato un po’ fuori tentando di trattenere le lacrime e sforzandosi di fare qualche sorriso agli amici del padre che non rivedeva da tempo; poi è salita in macchina ad aspettare che lo portassero via. Troppo era il dolore.
«È stato tremendo per lei - racconta l'avvocato Samira Abu Zead dello studio Belcastro di Roma - lo è stato ancora di più per il modo in cui è successo. Il nostro compito adesso è quello di tutelarla il più possibile. Si costituirà parte civile al processo, anche se una perdita del genere non può essere mai risarcita».
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I pochi parenti che sono venuti le hanno regalato la maglia bianconera del Viareggio, la squadra a cui lui era legato. Lei l’ha piegata con cura e l’ha messa dentro alla sua borsa. Ogni tanto uno sguardo a controllarla, pensando a tutti i chilometri che ha dovuto percorrere per dire addio al quel padre da cui viveva distante ma a cui era tanto affezionata.
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Un triste viaggio che le ha fatto sorvolare l’Atlantico, direttamente dalle Antille francesi dove vive con la madre.Sarebbe comunque venuta a Viareggio a fine mese per passare l’estate in Versilia in compagnia degli amici.
Non solo: c’era anche il progetto di vivere qui per terminare il liceo. Mario aveva detto a tutti gli amici che la figlia sarebbe tornata e lei ha deciso ieri di passare a salutarli tutti. Ora però i piani sono cambiati e la ragazza andrà a Velletri, dai parenti della mamma ed ex compagna di Mario, Francesca Servadio, che ieri era all’obitorio e con la quale lui aveva mantenuto un buon rapporto, malgrado la fine della relazione.
Si chiude quindi così il sipario su Mario. Nelle lacrime, molte, dei pochi conoscenti e parenti che sono andati a salutarlo. Mentre rimane aperto quello su Nicola, il fratricida, ancora in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Per lui il sostituto procuratore della repubblica Antonio Mariotti ha richiesto un incidente probatorio per accertare se, al momento dell’omicidio, fosse in grado di intendere e volere.
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