Sicurezza
Canapa coltivata in casa, arrestata giovane coppia
Lui è un operaio, lei un impiegata: nell'abitazione al confine tra Pietrasanta e Camaiore era stata attrezzata una stanza per far crescere le piante da cui si ricava l'hashish
PIETRASANTA. La canapa indiana veniva coltivata in una casa al confine tra i comuni di Pietrasanta e Camaiore. I carabinieri, che la tenevano d'occhio da tempo, dopo una serie di appostamenti svolti anche in abiti civili sono intervenuti e hanno arrestato la coppia che in quella casa abitava.
Sono finiti ai domiciliari presso le rispettive abitazioni di famiglia Alessandro Checchi, classe 1989, operaio, pregiudicato, e Federica Serena Grosso, ventitré anni, impiegata, incensurata. L'accusa a loro carico: possesso ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nella casa era stata creata una stanza attrezzata di tutto punto per la coltivazione della canapa indica: con un efficiente sistema di areazione che permetteva un'ottimale crescita e fioritura delle piante che venivano a trovarsi in un ambiente particolarmente favorevole.
Nel corso della perquisizione i carabinieri hanno sequestrato 2 piante di canapa indiana dell'altezza di circa 150 centimetri, 13 grammi di hashish già suddivisi in dosi, 36 grammi di marijuana, materiale vario utilizzato per il confezionamento delle dosi, varia attrezzatura necessaria per la coltivazione delle piante, un bilancino di precisione.
I due sono stati condotti nella caserma di Camaiore per le incombenze di rito e successivamente accompagnati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa del processo con rito direttissimo al tribunale di Lucca. Il giudice ha convalidato l'arresto, revocando i domiciliari e imponendo l'obbligo di firma fino al 21 luglio, data in cui è stato fissato il processo dopo che l'avvocato Piero Falchi ha chiesto i termini a difesa. "La donna - ha sottolineato il legale - si è dichiarata del tutto estranea ai fatti contestati, precisando di non bere e non fumare".
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