Sicurezza
Forte dei Marmi ricorda le estati di Thomas Mann
FORTE DEI MARMI. Chissà se la magica atmosfera della Pensione Regina riuscirà a riportare indietro le lancette del tempo. Domani, infatti, Thomas Mann torna nella sua Pensione Regina. E lo farà...
FORTE DEI MARMI. Chissà se la magica atmosfera della Pensione Regina riuscirà a riportare indietro le lancette del tempo. Domani, infatti, Thomas Mann torna nella sua Pensione Regina. E lo farà attraverso la lettura scenica che due attori importanti come Cristian Giammarini e Giorgio Lupano faranno, alle 17, proprio alle Pensione di via Torino, delle pagine immortali di “Mario e il Mago”, rievocando così una Forte dei Marmi vacanziera di novanta e passa anni fa. A ricordare fatti e antefatti di quelle estati versiliesi del Premio Nobel tedesco sarà la prof. Elisabeth Galvan che di recente ha curato a Roma, a Casa Goethe, (unico museo dello Stato tedesco all’estero) la bellissima mostra “Mario e il Mago. Thomas Mann e Luchino Visconti raccontano l’Italia Fascista”. Una mostra che ha ispirato il sindaco del Forte, Umberto Buratti, che ha deciso di dedicare il 2016 a riscoprire le proprie origini e in particolare alla frequentazione turistica tedesca, attraverso un omaggio al suo ospite più illustre: il Premio Nobel del 1929, Thomas Mann, in occasione del novantesimo anniversario del suo soggiorno a Forte, dove l’autore prese ispirazione da quanto accadeva in Italia con l’avvento del fascismo, per la stesura della novella “Mario e il Mago” pubblicata poi nel 1930 e in Italia solo nel 1945.
«Mann, era spesso ospite con la famiglia del Grand Hotel di Achille Franceschi – racconta Giorgio Giannelli, storico fortemarmino – finché un giorno venne cacciato dall’albergo proprio dal celebre Achille, su richiesta della Principessa Colonna che, notando la pertosse di Elisabeth, la figlia dello scrittore, si era preoccupata per gli altri ospiti. Mann traslocò allora alla vicina Pensione Regina dell’ing. Cecchini, che era stato sindaco del Forte. Ma le disavventure non finirono lì perché la bambina era solita fare il bagno nuda e nonostante la tenerissima età la cosa destò grande scandalo tra la borghesia fascista che frequentava quegli anni la spiaggia del Forte. Fu anche per questo, ma soprattutto per il consolidarsi del regime fascista che Mann, poi, diradò le sue presenze. Comunque proprio dalla Pensione Regina – continua Giannelli - Mann seppe che al teatrino della Mutuo Soccorso (un capannone di legno e nulla più che sorgeva dove oggi è la Banca della Versilia), si sarebbe esibito Cesare Gabrielli, celebre mago dell’epoca, che addormentava gli spettatori. Un personaggio reso celebre anche De Sica (lo si vede nel film “I bambini ci guardano” del 1943”). Da queste trame nacque così “Mario e il mago”. Le performance di questo illusionista che manipolava il pubblico durante le performance serali, diventarono metafora del clima contemporaneo, tanto che fin dalla sua prima pubblicazione nel 1930, il racconto venne giudicato “anti-italiano” e per motivi di censura poté apparire in traduzione solo nel Dopoguerra.
«La riscoperta di questo lato della nostra storia turistica che comincia questa settimana con l’emozione della lettura di “Mario e il Mago” nella Pensione Regina che ospitò l’autore, - ha commentato il sindaco Buratti - è solo il primo passo che completeremo nel 2016. “La terra in cui fioriscono i limoni” ha sempre avuto una considerazione particolare per l’intellighentia tedesca e prova ne sia che già a fine dell’800, anche al Forte, c’era un nutrita colonia di intellettuali tedeschi che delle dune della spiaggia e del borgo di pescatori ne aveva fatto muse ispiratrici: nomi celebri, dal grande Von Hildebrandt alla poetessa Isolde Kurz».
Angelo Petri
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