Il Tirreno

Versilia

Palio, nuovi attacchi alle sagre «Pagano di più per sporcare»

Dopo le accuse di concorrenza sleale da parte dei ristoranti della zona, ora ci si mettono anche i gruppi di acquisto solidale che attaccano perchè le kermesse non fanno la raccolta differenziata

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QUERCETA. Finisce la festa delle sagre ma la spazzatura rimane. Cumuli di rifiuti abbandonati per ore sui cigli delle strade comunali. Per giunta neppure differenziata, secondo i gruppi di acquisto solidale che hanno denunciato questa situazione. Ad essere sotto attacco sono le sagre rionali delle contrade del Palio dei Micci.

Per le famiglie dei Gas (gruppi acquisto solidale ) di Seravezza, Querceta, Pietrasanta e Forte dei Marmi, i contradaioli stanno dando un cattivo esempio. Mentre l’amministrazione di Seravezza rimane a guardare.

«Le amministrazioni prendano un provvedimento sulle manifestazioni eno-ganostromiche e ogni attività di ristorazione, le quali per tutta l'estate caratterizzano la nostra zona e causano la produzione di quantità ingenti di rifiuti indifferenziati», scrivono i Gas.

Che in particolare si rivolgono al sindaco di Seravezza Ettore Neri, sul cui territorio si svolgono la maggior parte delle sagre di contrada.

«Non lasci una eredità vergognosa sull'ambiente a Querceta e nel Comune» dichiara un rappresentate dei Gas. In particolare i gruppi di acquisto hanno inviato al nostro giornale, due foto che ritraggono cumuli di sacchi neri dei rifiuti davanti alla sagra della Quercia di quest’anno e del Leon d’Oro (nel 2014).

A loro dire, tra le contrade e l’Ersu (e con la condivisione dei comuni) c’è un accordo: pagano una tassa maggiore e possono permettersi di non effettuare la differenziata, ad esclusione di vetro e cartone. E oltretutto il materiale rimane - secondo loro - troppo tempo in bella vista con un danno per l'estetica del territorio.

«La sagra deve rispettare il proprio territorio, facendo attenzione all’impatto ambientale e curando in particolare strutture, uso di detersivi biologici e smaltimento rifiuti», prosegue la nota dei Gas.

Che al contempo si dichiarano non essere contro queste attività rionali, “anzi le nostre famiglie frequentano le sagre”.

Nel periodo estivo infatti le contrade del Palio dei Micci organizzano, in finestre di tempo diverse, e in aree diverse, queste feste eno- gastronomiche per autofinanziarsi. Non può passare il messaggio che se paghi di più all'Ersu come rifiuto speciale allora puoi inquinare”, commentano.

Ad unirsi alla denuncia dei Gas c’è anche il gas Amici della Terra Forte dei Marmi. Sull'esempio di realtà già esistenti, come a Montignoso, i Gas chiedono anche di più. Che si prendano provvedimenti perché si utilizzino “stoviglie e posate in materiale lavabile e riutilizzabile, eventualmente se ciò non possibile in materiale biodegradabile; impiegare detersivi a basso impatto ambientale; effettuare una corretta raccolta differenziata; smaltire le acque di scarico e altri liquidi pericolosi in modo idoneo”. L'obiettivo dei Gas è andare verso una "sagra virtuosa", che "dimostra di intraprendere un percorso educativo anche ambientale ed ecologico».

Una tegola in più sulle sagre, ormai da decenni nel mirino dei ristoratori che ne denunciano una «presunta» concorrenza sleale. Da anni, infatti ci si lamenta che le sagre portano via clienti ai pubblici esercizi della zona, peraltro già colpiti dalla crisi dei consumi.

Ora ci si mettono anche i Gas, che in teoria dovrebbero essere solo dei gruppi di acquisto collettivo di merce per risparmiare. Ma che hanno da sempre un’ambizione: gestire le problematiche ambientali nel luogo dove vivono.

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