Sicurezza
Iacconi, l’udienza è anticipata
Il 23 luglio va alla sbarra il minorenne che si è autoaccusato dell’omicidio
VIAREGGIO. Era prevista per il 14 settembre, ma è stata anticipata al 23 luglio, la prima udienza in tribunale per il giudizio immediato del minorenne che si è autoaccusato del pestaggio di Manuele Iacconi, 34 anni, di Piano di Mommio avvenuto il 31 ottobre 2014 in via Coppino in Darsena, in seguito al quale è avvenuto poi il decesso presso l'ospedale di Livorno.
L'accusa nei suoi confronti è di omicidio. All'udienza sono stati convocati come testi l'altro minorenne, accusato di tentato omicidio, che nel frattempo è tornato in libertà in seguito alla scadenza dei termini preventivi. Alla prima udienza ci sarà come teste anche Alessio Fialdini, uno dei due maggiorenni coinvolti, insieme a Federico Bianchi, nell'aggressione di Iacconi. Entrambi indagati per omicidio e tentato omicidio in concorso, in più è stato convocato anche il medico legale. Il 23 luglio è l'inizio di un percorso atteso da tempo da parte della famiglia e degli amici di Manuele Iacconi, che fino ad oggi hannoorganizzato varie iniziative tutte finalizzate a mantenere alta l'attenzione su questa tragedia, con la speranza che nelle fasi delle udienze che inizieranno potrà essere fatta piena luce su quanto accaduto quella notte in Darsena per stabilire le reali responsabilità di chi ha provocato il decesso di Manuele e il ferimento dell'amico Matteo Lasurdi.
Non è da escludere che ci possano essere delle uleriori novità dopo altri accertamenti che sono stati effettuati da parte degli inquirenti, interrogando nuovamente chi era già stato ascoltato, ma anche altri che quella notte erano presenti ed anche se non hanno preso parte attiva al pestaggio, possono comunque avere fornito dei particolari in più che potrebbero risultare utili per capire realmente cosa sia accaduto di preciso quella notte. Chissà quindi che non ci possano essere anche delle novità in tal senso, dopo che sono stati effettuati ulteriori accertamenti sia sui caschi che sulle felpe indossate dai ragazzi quella notte presso il laboratorio della polizia scientifica a Roma.
Roy Lepore
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