Toscana
Quei duemila euro spariti sono stati come una miccia
Un ultimo ammanco, il più pesante, dalle casse del ristorante Mezzo Marinaio E il rapporto tempestoso tra i due fratelli ha imboccato la strada del non ritorno
VIAREGGIO. C’è un filo nero che lega questa storia terribile, di liti tra fratelli, di parole pesanti, di minacce. Di accuse gravi e odiose, di sfoghi. «Ma perché continuate così - dicevano gli amici a Nicola Guidotti - vi fate solo del male». E lui rispondeva sempre: «Ma così mio fratello sta con me, e non passa dei guai».
Quanto deve essere stato duro, quanto deve essere stato complicato. Più complicato del solito, tra fratelli. E quanto ora è difficile capire perché. Una città ciarliera, dove tutti sanno tutto di tutti, da sabato sera è piombata in un incubo. Non ci si riesce a capacitare che Nicola, l’uomo di cuore, un generoso, abbia compiuto quel gesto. Eppure tutti sapevano, tutti parlavano.
Sapevano e parlavano della lite furibonda che c’era stata pochi giorni prima del delitto, di fronte al ristorante Il Capitano. Secondo quanto risulta dalle testimonianze, Nicola e Mario Guidotti si erano anche picchiati. Nicola accusava Mario di rubare dalla cassa del locale, diceva che tra i tanti vizi aveva quello delle scommesse. L’ultimo ammanco, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato di circa duemila euro. Una cifra superiore, sembra, a quelle che erano sparite con sempre maggiore frequenza da quando i fratelli Guidotti avevano cominciato a lavorare insieme al Mezzo Marinaio, storico punto di riferimento in Darsena del mangiar popolare viareggino, sulla via che porta o manda via dal mare.
Proprio l’entità della cifra avrebbe creato una frattura a quel punto insanabile tra i due. Da un lato Nicola, fumino, verace. Uno capace di litigare ma di rimettere le cose a posto subito. Dall’altro Marietto il ribelle. Uno capace di fermarsi a cantare una canzone davanti a tutti mentre prende il gelato alla cremeria Emma in Darsena. Tutti e due protagonisti di una vita spericolata, qualcosa che si portavano nell’animo dalla loro origine trabaccolara. Un filo nero che avvolge questa città incapace di star zitta, ma che ora si trincera dietro silenzi rabbiosi perché non ci crede, no non è possibile che Nicola abbia fatto questo. Non è possibile che quell’uomo di quasi sessant’anni, dopo una vita spericolata passata a prendersi e a lasciarsi con il fratello minore, abbia rotto gli argini dimenticandosi anche quando diceva che voleva tenersi Marietto, perché così poteva badarlo. Nicola, che si sentiva un padre - i genitori sono morti presto - per Mario, è andato incontro al suo destino. Ce lo ha spedito qualcosa, sulla strada del non ritorno, e forse i soldi sono stati solo l’acceleratore.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
