Gioco
Viareggio porto, giorno decisivo
Il sindaco dal giudice con l’avvocato Miracolo: una società eviterebbe il fallimento acquistando il credito della "Dinelli costruzioni"
VIAREGGIO. La notizia, nel pomeriggio di ieri, ha fatto il giro della Darsena: l’avvocato Fabrizio Miracolo, tra i principali sostenitori del sindaco Giorgio Del Ghingaro , si è fatto avanti sulla vicenda del fallimento della Viareggio Porto. Offrendo alla “Dinelli costruzioni”, la società che ha presentato istanza di fallimento per 136.000 euro, un’altra società che sarebbe disponibile ad acquistare il credito. Per poi ritirare la stessa istanza di fallimento.
È con questa novità che domattina alle 10 Del Ghingaro e Miracolo incontrano il giudice del Tribunale fallimentare Giacomo Lucente per un appuntamento chiesto dal primo cittadino al quale presenzierà anche il commissario giudiziale della impresa edile, la quale è a sua volta in concordato.
La data di oggi è quella della scadenza del concordato: il liquidatore della Viareggio Porto ha pronto il piano concordatario da sottoporre al giudice, in un procedimento fallimentare che è già in riserva. La novità, dunque, apre alcune questioni procedurali fondamentali per la massima garanzia di tutti i soggetti coinvolti. A cominciare dai creditori della “Dinelli costruzioni” che contesterebbero sicuramente l’operazione di cessione del credito se venisse incassata una cifra più bassa del credito stesso, continuando con i creditori della Viareggio Porto che si farebbero avanti, uno dopo l’altro, per ottenere quanto dovuto, passando per chi ha presentato l’offerta per il Piano concordatario, dedicando tempo e risorse al farsi avanti.
Peraltro il giudice fallimentare non è tenuto ad accettare l’offerta di acquisto del credito. Ed il fallimento ha più di un fattore che concorre a ciò: primo fra tutti il fatto che la Viareggio Porto ha comunque un “buco” di quattro milioni e mezzo che il socio unico - il Comune in stato di dissesto - non è certo in grado di colmare. Tanto che la società è stata messa in liquidazione prima di inciampare nel fallimento.
Fiato sospeso, insomma, oggi per le sorti dell’approdo della Madonnina. In una vicenda che meriterebbe maggiore trasparenza, trattandosi di “cosa” pubblica.
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