Il Tirreno

Versilia

Rissa al Vialone durante i controlli

di Donatella Francesconi

Carabinieri in servizio tutta la notte ma basta un attimo per far scoppiare un parapiglia che coinvolge venti ragazzi

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VIAREGGIO. Una di notte sulla Marina del divertimento notturno in Darsena. Per essere sabato sera non c'è la folla delle grandi occasioni estive. Tanto che si trova parcheggio. Anche perché c'è chi si è inventata una sosta, dentro uno stabilimento balneare, da cinque euro per tutta la notte. Tra locali e spiaggia si muove il multiforme popolo della notte. Ci sono le ragazze con le coroncine dell'addio al nubilato, decisamente molto poco vestite, alcune giovanissime. "Last night free" è il cartello appeso al finestrino di un'auto zeppa di amiche della sposa. L'alcol è l'ingrediente base. Ma questa notte, sul viale Europa, ci sono anche i carabinieri. Quelli di Viareggio ed i rinforzi arrivati da Lucca, cani antidroga compresi. Furgoni ed auto, uomini in divisa ed in borghese. È della scorsa settimana l'arresto del trentaseienne marocchino che ha accoltellato un connazionale di 19 lasciandolo ferito sul marciapiede davanti al "Buffalo". Dove i carabinieri del Nucleo radiomobile di Viareggio l'hanno trovato nel cuore della notte.

Di droga in tasca, ragazzi e ragazze che ciondolano tra locali e parcheggi davanti agli stabilimenti balneari, ne hanno senza dubbio. «E qualcuno gliel'avrà pur data», commenta chi conosce per mestiere i meccanismi. È la migliore considerazione ascoltata in questa notte di decibel e lampeggianti. In una Versilia dopo non mancano mai cocaina, fumo, pasticche ed anche l'eroina che non passa mai di moda, Nella pineta dietro i locali della Darsena, così come in quella di Ponente, i nascondigli si moltiplicano. In Darsena vanno bene anche i cassonetti. Intorno alla stazione gli spaccini, sempre più giovani, percorrono chilometri sulle due ruote, possibilmente rubate. Perché non si interrompa il flusso delle consegne.

Nella notte che poco dopo le due è già ad alto tasso esplosivo, tra ormoni, alcol, sostanze, gli stranieri in giro sono pochi. È chiaro che con i carabinieri in giro non è serata. La spiaggia è ad un passo ed i gestori dei locali raccontato degli spacciatori in attesa dietro i cancelli degli stabilimenti balneari, e dei clienti che fischiano per richiamarli: la dose che esce dalla siepe ed i soldi che entrano. Evitando di esporsi e di finire nella eventuale rete dei controlli. Da qualche fine settimana lungo viale Europa si vede anche la camionetta dell'esercito che pattuglia stazione e centro città durante il giorno.

«Gli stacco il collo»: lui è furibondo, lei lo tiene stretto per la vita a portarlo via da quello che si preannuncia lo scontro della notte. Sono le due e mezzo passate. E la tensione si sente nell'aria, mentre i nuovi arrivati hanno le gonne sempre più corte e sempre più alcol in corpo. La tenente Tamara Nicolai chiede a due carabinieri di seguire i ragazzi che si sono messi sulla scia della coppia appena passata per chiudere i conti.

Il colonnello Sergio Zaccariello (Reparto operativo dei carabinieri di Lucca), fa spostare i controlli al mercato ittico nuovo, scheletro eternamente in costruzione, sulle cui vicende pulsa come cosa viva la eco dell'inchiesta condotta dal Nucleo investigativo del carabineri di Lucca. Vicenda tanto complessa che il Comune ha scelto di restituire il residuo di finanziamento ed i lavori alla Regione. Due strati della stessa Viareggio: con il primo, quello che fa gridare all'allarme sicurezza, che sembra funzionale a coprire un'illegalità tanto diffusa quanto "rispettabile". «Alla fine questa struttura andrà demolita e ricostruita», è il commento del colonnello. Intanto resta il rifugio di chi vive di furti e spaccio. Mentre la Regione fa i conti con le cifre viareggine che non tornano.

All'interno i militari trovano solo una donna, algerina, in attesa di permesso di soggiorno, che si muove con le stampelle tra sporcizia e pericoli di ogni tipo. Alle tre di notte è ancora presto perché chi è in giro per furti sulla spiaggia e dosi da piazzare torni al Grand Hotel di chi vive ai margini della società.

Basta un attimo. E le sirene dell'ambulanza risuonano sul Vialone. «In cinque minuti da quando i carabinieri si sono spostati», racconta Emiliano Cerri, uno dei gestori del "Maki Maki", «è scoppiata una rissa che, mi hanno detto poi, ha coinvolto una ventina di persone, uomini e donne contrapposti». Sulla soglia del Maki, ad un certo punto, si presenta un ragazzo: ha la testa insanguinata e vuole entrare. A ruota arrivano i carabinieri: parapiglia da sciogliere, mentre i volontari dell'ambulanza provvedono alle prime medicazioni. Tra poco albeggerà e sarà la spiaggia a riempirsi, ignara della notte appena consumata dall’altro lato della strada.

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